Dai depositi alle sale museali. Salgono ai piani superiori del Museo di Capodimonte di Napoli,  ed alcune sono esposte per la prima volta, straordinarie opere d’arte del Barocco che andranno a sostituire parte delle opere che saranno esposte da domani e sino as 12 febbraio 2017  al Museo di Wiesbaden per una mostra su Caravaggio ed il Barocco.

L’Annunciazione di Louis Finson, Ecce Homo e Venere e Adone di Battistello Caracciolo, Cattura di Cristo di Mathias Stomer, Salomè di Charles Mellin, Battaglia degli Ebrei e Amaleciti di Micco Spadaro, Cristo e la moneta di Mattia Preti, L’Avaro del Maestro dell’Annuncio ai pastori e Venere Cupido e Marte di Luca Giordano possono essere ammirate  dal 14 ottobre e sino al 12 febbraio 2017 nelle sale della Galleria delle arti a Napoli dal ‘200 al ‘700 del Museo di Capodimonte.

Nel frattempo  19 opere che il Museo di Capodimonte saranno alla mostra CaravaggiosErben – Barock in Neapel (Gli eredi di Caravaggio – Il Barocco a Napoli) del Museo di Wiesbaden, al fine  “di consolidare” come spiga una nota dell’ufficio stampa del Museo

” le relazioni internazionali museali e di incentivare la diffusione della pittura napoletana del Seicento, segnata dalle innovazioni naturalistiche apportate dal soggiorno di Caravaggio in città, dalla sensualità della produzione di Luca Giordano, fino alle complesse scenografie di Francesco Solimena. Tra i dipinti selezionati per la mostra spiccano Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi, Sant’Agata di Francesco Guarino, Santa Lucia in estasi di Bernardo Cavallino, Il ritorno del figliuol prodigo del Maestro del’Annuncio ai Pastori, Sacrificio di Isacco di Filippo Vitale, La maestra di scuola di Aniello Falcone, San Carlo Borromeo di Carlo Sellitto, Ipomee e “boules de neige” di Andrea Belvedere, Massacro dei Giustiniani a Scio di Francesco Solimena, Cena di Emmaus di Matthias Stomer, Fuga in Egitto di Battistello Caracciolo, Battaglia delle amazzoni, Lucrezia e Tarquinio, Martirio di santa Lucia e Orazio Coclite di Luca Giordano e, infine, San Sebastiano, i due Bozzetti per la peste del 1656 e Cristo scaccia Satana che precipita da un monte di Mattia Preti”.

L’espozione delle tele conservate sino ad oggi nei depositi è una occasione in più per visitare Capodimonte alla scoperta di ulteriori tesori del Barocco napoletano.

 

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