Monterusciello diventa una AGROCITY
Contrasto alla povertà urbana, trasformazione delle aree degradate in “officine” della produzione agricola e possibilità di dare un futuro professionale agli abitanti del territorio. Questo, in sintesi, è il progetto MAC
ovvero Monterusciello Agro City che porterà a Pozzuoli 4 milioni di euro provenienti dall’Ue e il restante dai partner locali dell’iniziativa.
A presentare il progetto, il sindaco Vincenzo Figliolia, l’assessore comunale all’Urbanistica Roberto Gerundo e la professoressa Alessandra Como dell’Università di Salerno, hanno illustrato le linee guida del progetto che avrà durata triennale e che si ripropone, tra i vari obiettivi, di studiare il territorio per promuovere sviluppo economico, imprenditoriale e sociale dell’area
urbana puteolana.
Il finanziamento sarà principalmente incentrato sulla valorizzazione dei 50 ettari individuati dal Comune come destinatari del progetto, dove l’agricoltura urbana verrà sviluppata anche attraverso tecniche innovative e
con il fine di dare il via all’individuazione di nuove politiche urbane che interverranno sull’economia, sulla produzione e sull’ambiente fisico. Il progetto sarà attuato mediante l’integrazione di tre azioni principali: implementazione dell’agricoltura; miglioramento dell’ambiente urbano; sviluppo dell’imprenditoria e dell’occupazione.
All’incontro hanno partecipato tutti i rappresentanti dei partner coinvolti nel progetto: Coldiretti Napoli; Confagricoltura Napoli; Agrocultura; Aps L’iniziativa – Associazione di promozione sociale; Fondazione Formit.
La città di Pozzuoli è riuscita ad ottenere il prestigioso riconoscimento europeo anche grazie all’ambizioso piano d’interventi che caratterizzeranno i prossimi tre anni. Tra questi spiccano: le opportunità di formazione e ingresso nel mercato del lavoro che verranno realizzate attraverso l’erogazione di borse di studio per lavoratori non esperti,giovani, disoccupati, e non occupati (nel dettaglio verranno formate ottanta persone di cui: 25 nell’agricoltura biointensiva;
25 nella produzione etica e marketing rurale e 30 nella Business Innovation e nell’Agri Business); l’utilizzo di
spazi esistenti negli edifici pubblici in disuso per la realizzazione del laboratorio di permacultura di supporto alla coltivazione, il laboratorio di produzione etica e marketing rurale per il circuito produttivo e il Centro incubatore
d’impresa con foresteria per le nuove attività imprenditoriali nonché la creazione di tredici nuovi contratti di lavoro
nel settore agricolo.
L’obiettivo del MAC è anche quello di contribuire alla formazione di nuove imprese supportando la nascita di tre start-up che saranno ospitate all’interno del Centro incubatore di imprese. Prevista infine anche la creazione
di una rete a chilometro zero del mercato locale, attraverso la circolazione dei prodotti di agricoltura bio-intensiva e il collegamento in rete con altri produttori locali, che insieme troveranno spazio di promozione e
commercializzazione all’interno del mercato all’aperto già esistente.
Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, è stato presentato dal Comune di Pozzuoli al primo bando dell’Uia (ovvero l’Urban Innovation Action, iniziativa della Commissione europea che provvede ad erogare risorse su tutto il
territorio dell’Unione, con l’obiettivo di trovare soluzioni innovative nell’ambito della riqualificazione urbana. Nel periodo 2014-2020 l’Uia ha ricevuto un finanziamento complessivo di 347 milioni di euro), rivolto ad iniziative urbane
innovative. Al bando Uia, hanno sottolineato con soddisfazione gli amministratori flegrei e i rappresentanti delle società partner, hanno concorso 378 Comuni europei (104 italiani) e sono risultate vincitrici solo diciotto progetti, di
cui quattro in Italia (Milano, Torino, Bologna, Pozzuoli) e quattordici nel resto dell’Ue (tra cui Parigi, Vienna,
Rotterdam, Monaco, e Barcellona).
“Il progetto si propone di utilizzare le vaste aree aperte di proprietà comunale all’interno del quartiere trasformandole in terreni agricoli ad uso urbano e risorsa di crescita economica e produttiva – conclude la nota –. L’agricoltura
urbana, sviluppata con le tecniche innovative della coltivazione bio-intensiva e i principi della permacultura, diventa l’innesco del processo di trasformazione: una catena di politiche urbane interconnesse genererà effetti sull’economia
sociale, sulla produzione e sull’ambiente fisico, al fine di guidare un processo economico di crescita urbana con l’obiettivo di combattere la povertà”.

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