Emergenza disturbi psichiatrici negli adolescenti

737 mila minori in Italia con una diagnosi di turba mentale, 162 mila con deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e 190 mila con disturbo specifico dell’apprendimento (DSA): queste le allarmanti cifre sciorinate dalla dottoressa Vincenza Palmieri, presidente dall’’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare (Inpef), nella conferenza che si è tenuta a Montecitorio il 21 luglio sul tema “Psicofarmaci e minori”. Un trend di incidenza in preoccupante ascesa, come conferma un recente rapporto della Società italiana di neuropsichiatria infantile: negli ultimi 10 anni, il numero dei pazienti seguiti dai servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza è quasi raddoppiato, e arrivano oggi a circa 3,6 milioni in Italia i bambini e ragazzi che presentano disturbi neuropsichici.

Questa situazione, da collegare ai repentini cambiamenti della società e della famiglia, la crisi globale, economica e di valori, i flussi migratori con le difficoltà di inclusione, il diffondersi di stili di vita poco salutari e di sostanze d’abuso, oltre all’aumentata attenzione alla diagnosi di questo tipo di patologie, impone attenzione e presa in carico da parte di tutti gli organismi preposti alla tutela della salute dei cittadini. Tante le problematiche connesse infatti a questo aumento di patologie mentali, dalle difficoltà di diagnosi e riconoscimento, che richiedono una formazione ad hoc del personale sanitario, all’uso non sempre corretto dei farmaci, all’identificazione dell’ambiente più idoneo di ricovero per la gestione delle emergenze. Sempre secondo i dati riferiti dall’Inpef, in Italia ci sono 11 milioni di adulti che assumono psicoformaci, e 200 mila adolescenti, di cui il 10% senza prescrizione.

Il famosissimo “prozac”, la fluoxetina, il più famoso antidepressivo (appartenente alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) viene assunto da 30-35 mila ragazzi. A fronte di queste aumentate richieste di salute mentale dei giovani, c’è anche il problema di dove possano essere ricoverati i ragazzi con patologia psichiatrica in fase acuta. Disturbi dello spettro psicotico, del comportamento alimentare o della personalità, talvolta in compresenza di abusi di sostanze, dall’alcol agli stupefacenti, richiedono infatti spesso in fase acuta un ricovero, ma molte neuropsichiatrie infantili accettano ragazzi fino a 14 anni, e dopo tale età i ragazzi sono destinati nei reparti di psichiatria per adulti. Secondo i dati presentati dalla Sifo, la Società dei Farmacisti Ospedalieri all’ultimo Congresso Nazionale di Milano, dall’1 al 4 dicembre 2016, nel 2014 in Italia ci sono stati 9924 ricoveri di adolescenti nella fascia 14-18 anni per emergenze psichiatriche, una media di 27 ricoveri al giorno, di cui quasi uno su tre (il 27%) è avvenuto nei reparti di Psichiatria per adulti e non in Neuropsichiatria infantile. Tra le patologie psichiatriche emergenti nei giovani, la depressione, malattia emblematica dei nostri tempi, al punto da essere definita da più parti la nuova “malattia del secolo”. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, solo nel 2015, la depressione ha interessato 350 milioni di persone nel mondo, più dell’intera popolazione degli Stati Uniti, e nel 2030 sarà la patologia cronica più diffusa al mondo. In Italia, secondo l’Istat, la depressione colpisce 2,6 milioni di persone, ovvero una persona su 23, e ogni anno circa un milione di persone si toglie la vita a causa di questa condizione. In età infantile, i dati riportano un’incidenza nel mondo tra lo 0,4% e il 2,5%, che sale in età adolescenziale al 9%. Spesso la depressione si manifesta nei giovani e giovanissimi con sintomi di natura psico-somatica (disregolazione dei ritmi sonno-veglia, disturbi dell’alimentazione, condotta iperattiva, tachicardia, dispnea, dolori addominali ricorrenti), per l’incapacità, data l’età, di elaborare un contenuto psichico, o viene anticipata da sintomi di malessere psichico come ansia, paura, sbalzi di umore, irritabilità, compromissione delle attività scolastiche e sociali, mentre si fanno strada anche in Italia nuove versioni del malessere come il fenomeno “Hikikomori”, nato in Giappone, caratterizzato dalla clausura volontario del ragazzo nella propria stanza o casa per mesi o anni, avendo come unico collegamento col mondo la Rete. Negli Stati Uniti, le autorità sanitarie hanno inserito nelle nuove linee guida sull’assistenza alle gestanti lo screening per la depressione, per proteggere tempestivamente madri e neonati da questo importante fattore di rischio emergente.

 

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