Il MADRE vola in aeroporto con le “città” di Mimmo Jodice Aeroporto Internazionale di Napoli, area partenze (primo piano)
Intervengono l’artista Mimmo Jodice, Armando Brunini, Fabio Borghese, Pierpaolo Forte e Andrea Viliani
I viaggiatori in partenza da Napoli, in attesa dell’imbarco, potranno ammirare le “città” di Mimmo Jodice (Napoli, 1934), uno degli indiscussi maestri dellafotografia contemporanea, interprete assoluto della civiltà mediterranea e delleradici culturali e dello spirito stesso di un territorio e di una città unici al mondo come Napoli e la Campania.

Nelle sue opere dedicate alle più importanti città contemporanee Jodice ha saputo rappresentare nella loro stessa essenza, in immagini che non documentano, ma piuttosto evocano queste città, da New York, a Montreal, da Lisbona a Tokyo, da Parigi a San Paolo, da Roma a Milano,
da Venezia a Torino, e naturalmente la sua Napoli. Undici immagini di queste città resteranno esposte per un mese nell’area partenze (primo piano) dell’Aeroporto Internazionale di Napoli, su iniziativa di GE.S.A.C. S.p.A. – società di gestione dell’aeroporto di Napoli, nell’ambito del progetto SLOT
CREATIVE HUB, in collaborazione con il museo MADRE, che ha dedicato quest’anno (fino al 24 ottobre 2016) alla ricerca di Mimmo Jodice l’ampia
retrospettiva Attesa. 1960-2016, già segnalata dalla stampa fra le “mostre
dell’anno”.
Giovedì 20 ottobre (ore 10:00, area partenze) si terrà il taglio del nastro alla presenza dell’artista Mimmo Jodice, dell’amministratore delegato di
GE.S.A.C. Armando Brunini, dell’ideatore del progetto SLOT CREATIVE HUB Fabio Borghese, del presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee Pierpaolo Forte e del direttore del MADRE Andrea Viliani.
Nelle immagini di queste città Jodice abbraccia il mondo intorno a noi, soffermandoci sulle soglie di un tempo indefinito, in cui si intrecciano il passato, il presente e il futuro, delineando una dimensione posta al di là delle coordinate spaziali o dello scorrere del tempo, sospesa nella dimensione contemporaneamente fisica e metafisica dell’attesa. Immagini in bianco e nero di ineffabile eternità e nitore assoluto, restituite dallo sguardo rivelatore di una macchina da presa che si fa “macchina del tempo” e incantata perlustrazione del mondo, da quello più prossimo del ventre di Napoli alle sponde del Mediterraneo, con le sue vestigia di antiche civiltà ormai scomparse, fino agli incerti confini delle megalopoli
globalizzate.

Dalle più di cento opere presentate al museo MADRE di Napoli, in un percorso che ricostruisce i cinquant’anni della sua ricerca, Jodice ha tratto queste undici immagini: momenti di un viaggio che incontra altri viaggi, dialogo fra gli sguardi di viaggiatori diversi, mentre il mondo e la Storia,
trasfigurati in un sublime bianco e nero da camera oscura, sembrano essere ormai solo il ricordo di quello che erano, sono o saranno: il fantasma fotografico di un eterno istante dal mondo, di un viaggio senza fine.

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