Con Letteratura e salti mortali, interpretato e diretto da Claudio Di Palma, riprende per il secondo anno al Ridotto del Mercadante il ciclo di spettacoli tratti dalle opere di Raffaele La Capria della rassegna L’armonia perduta.

Dei cinque titoli della rassegna vengono riproposti Letteratura e salti mortali, appunto; Fiori giapponesi, nella versione di teatro musicale firmata da Paolo Coletta, dal 7 al 12 aprile; La neve del Vesuvio, diretto e interpretato da Andrea Renzi, dal 12 al 17 maggio.

Letteratura e salti mortali è stato il secondo incontro dell’attore e regista Claudio Di Palma con la scrittura di La Capria dopo Ferito a morte, diretto nel 2011 con protagonista Mariano Rigillo.

«Quando si pensa all’opera di La Capria – scrive Claudio Di Palma – risulta immediato il riferimento a quei suoi tuffi nel golfo di Napoli che sapevano restituire in scrittura il suggestivo vitalismo della pesca sottomarina. Altrettanto spontaneo diventa il rimando alle conseguenti tavolate familiari in cui simbolicamente il “pescato“, trafitto e cucinato, sembrava alludere ad un’altra (e forse ultima) stagione della vita. In Letteratura e salti mortali, racconto teatrale liberamente ispirato all’omonima raccolta, sia il tuffo che il convito sono ancora elementi significativi della drammaturgia. Il tuffo però non ha come naturale destinazione il mare ed i commensali, raccolti intorno ad una lunga tavola, non hanno i profili precisi della borghesia partenopea di metà novecento. Il tuffo è piuttosto quello che, articolandosi in volute “mortali”, si dirige rapido in piscina ed i convenuti al surreale cenacolo assumono forma e senso soltanto nelle riflessioni dell’unica figura che fra loro si muove e parla. Uno scrittore, ma più propriamente un tuffatore, che per loro argomenta sulla letteratura, sui nuovi barbari, sulle scienze umane e disumane. Kafka seduto al fianco di una terrorista degli anni di piombo, Joyce dirimpettaio di Montale, Camus accanto a Klaus Dibiasi e ancora Lopachin o Petronio sono convitati immaginari, ma ugualmente incisivi nelle loro indirette provocazioni. Le parole ed il pensiero sembrano concentrarsi sulla letteratura. In realtà l’uomo ricerca e dimostra analogie tra la scrittura e lo svolgimento di un tuffo: “Senza sforzo apparente, senza ricerca dell’effetto, in souplesse…” ed il pensiero si rivolge alla levità semplice e solenne di un tuffo particolare, sognato e mai eseguito: “il rovesciato teso“, un calcio alla luna in cui il corpo raggiunge una sospensione ferma ed innaturale per poi precipitare nel budello azzurro della piscina. Allora, in quel momento, il “maitre à penser“ diventa improvvisamente Ciccio Ferraris tuffatore del circolo nautico Posillipo ventiduesimo alle Olimpiadi di Berlino del ‘36 e la tavola imbandita si trasfigura in una piattaforma aerea dalla quale lanciarsi in volo per avvertire il brivido della Hybris».

 

Le scene dello spettacolo sono di Luigi Ferrigno; i costumi di Zaira de Vincentiis; il disegno luci di Gigi Saccomandi; le musiche di Paolo Vivaldi. La produzione è del Teatro Stabile di Napoli.

 

Durata dello spettacolo: 1h

Orari: 24, 26 e 29 marzo ore 21.00; 25 e 27 marzo ore 18.00; 28 marzo ore 17.00

Info: tel. 081.5524214 | www. teatrostabilenapoli.it

Biglietteria: tel. 081.5513396 | e-mail: biglietteria@teatrostabilenapoli.it

 

 

 

 

 

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