Oltre ottanta persone hanno lavorato al restauro delle facciate della reggia di Caserta. Un cantiere della conoscenza come è stato definito dai tencici che vi hanno lavorato ognuno con il proprio bagaglio di esperienze. Un progetto che ha preso il via nel marzo del 2015 e che si è concluso da pochi giorni. Un tempo record per gli addetti ai lavori se si considere l’estensione delle facciate. Il direttore Mauro Felicori è raggiante nella presentazione della conclusione dei lavori di restauro delle facciate della Reggia di Caserta: “Un traguardo che è stato raggiunto da tutti coloro che vi hanno lavorato. Io al mio insediamento ho trovato il lavoro avviato e non posso non prendere atto di quanto è stato fatto dal personale MIBCT e dai professionisti ed operai delle imprese che hanno lavorato al cantiere. La Reggia è un momumento splendido così come sono gli altri siti borbonici. Propongo di realizzare una Borbonia card per promuovere una valorizzazione unitaria“.

I tecnici spiegano come si è arritvati a questo risultato.

Anna Capuano, responsabile del procedimento del segretariato regionale del MIBCT:  “Devo sottolineare il rigore metodologico del progetto suddiviso in tre lotti che pone un restauro unitario della reggia: sperimentazione, complessità del sito e la tempistica. Sono questi punti di forza di questa buona pratica. Lavori iniziati 2015 cantiere terminato in un anno e mezzo“.

Flavia Belardelli  direttore del cantiere di Restauro: “Vero e proprio cantiere della conoscenza con architetti, storici, ingegneri, geologici, una squadra che ha individuato tutta una serie di informazione. Così ossidazione della grappe di ancoraggio delle pietre. E’ stata esaminata la pietra in tutta la sua consistenza, si sono create nel temp delle fessurazioni lungo le linee di connessione del materiale lapideo“.

Amalia Gioia direttore del cantiere di restauro: ” Sono state condotte diversi tipo di indagini strumentali, magnometriche e termografiche tutte per capire lo stato delle murature, le patologie e come intervnire. Un cantiere che ha coinvolto molte figure professionali“.

Salvatore Buonomo soprintendente di Caserta: “Il cantiere è un esempio di buona amministrazione e buona pratica. Sono stati rispettati i tempi e sono state applicate le procedure per la trasparenza. E’ un lavoro importante”.

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