Visitare la Porta di Dunhuang tappa straordinaria delle vie della Seta? Lo si può fare visitando la mostra allestita al MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE di Napoli che ospita sino al 31 ottobre prossimo le pitture di YANG XIANFEI, artista cinese ispirato dalle grotte Mogao, che ci porta con le sue operehttps://youtu.be/gxA3gKFh–c
Visitare la Porta di Dunhuang tappa straordinaria delle vie della Seta? Lo si può fare visitando la mostra allestita al MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE di Napoli che ospita sino al 31 ottobre prossimo le pitture di YANG XIANFEI, artista cinese ispirato dalle grotte Mogao, che ci porta con le sue opere nelle meraviglie di Dunhuang, patrimonio culturale dell’umanità, per farci conoscere l’oasi circondata da alte montagne e dal deserto dei Gobi.
Il suo viaggio artistico prende spunto dalle testimonianze antiche per riproporre in chiave contemporanea l’eccezionalità del sito. Qui infatti nascono gli archetipi del pensiero spirituale e filosofico dell’antica Cina e qui molti artisti trovano ispirazione. Ma come sostengono gli studiosi: “l’opera di YANG è un elemento importante di questo insieme perché riesce ad intrecciare l’esperienza personale con i significati culturali cinesi”. Il pennello è un interprete delle sensazioni ed emozioni che l’artista ha provato visitando le grotte ed ammirando gli affreschi. I colori si sostituiscono alle parole. Le parole annegano dinanzi l’immensità ed unicità di luoghi. E le Dee dei quadri di YANG XIANFEI sembrano essere pronte ad un dialogo con le sculture delle divinità greche e latine, esposte al MANN dove Paolo Giulierini, il direttore con gli autori ha presentato questo nuovo progetto espositivo.
nelle meraviglie di Dunhuang, patrimonio culturale dell’umanità, per farci conoscere l’oasi circondata da alte montagne e dal deserto dei Gobi.
Il suo viaggio artistico prende spunto dalle testimonianze antiche per riproporre in chiave contemporanea l’eccezionalità del sito. Qui infatti nascono gli archetipi del pensiero spirituale e filosofico dell’antica Cina e qui molti artisti trovano ispirazione. Ma come sostengono gli studiosi: “l’opera di YANG è un elemento importante di questo insieme perché riesce ad intrecciare l’esperienza personale con i significati culturali cinesi”. Il pennello è un interprete delle sensazioni ed emozioni che l’artista ha provato visitando le grotte ed ammirando gli affreschi. I colori si sostituiscono alle parole. Le parole annegano dinanzi l’immensità ed unicità di luoghi. E le Dee dei quadri di YANG XIANFEI sembrano essere pronte ad un dialogo con le sculture delle divinità greche e latine, esposte al MANN dove Paolo Giulierini, il direttore con gli autori ha presentato questo nuovo progetto espositivo.

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