I nuovi lavori inizieranno nel febbraio 2018 e saranno completati entro il 2019. Sarà una tabella di marcia a tappe forzate ma il museo dovrà avere tutti i servizi a pieno regime entro la fine del primo mandato.” dichiara Paolo Giulierini, direttore del Mann.

 

Il progetto presentato, questa mattina, prevede il completamento della realizzazione di quattro livelli ‘fuori terra’, che sono stati ricavati con la ristrutturazione ed ampliamento del fabbricato denominato “Braccio Nuovo”, conservandone la facciata prospiciente il cortile posteriore all’edificio principale, ed arretrando il terrapieno retrostante, verso l’Istituto P. Colosimo.

Un auditorium, ristoranti e self service, nuovi spazi per la didattica e la formazione: con 5 nuove aree su quattro piani di 1100 mq ciascuno il Museo Archeologico di Napoli cresce  in servizi ed accoglienza grazie al progetto di completamento e rifunzionalizzazione del c.d. “Braccio Nuovo”,  da anni in stato di abbandono, completamente invaso da infiltrazioni e aggredito dalla vegetazione. La prima parte dei lavori si è appena conclusa. Lo scorso luglio è stata già presentata la nuova sezione dei Laboratori di Restauro. Ad oggi, sfruttando il finanziamento a disposizione, sono stati realizzati anche l’involucro dell’intero edificio, inclusi copertura e facciata esterna, il corpo scala, tutti gli infissi esterni, la predisposizione degli impianti in alcune aree della Biblioteca e della Fototeca.  

Il primo cantiere è stato di competenza dello Studio DAZ architetti associati (Daniela Antonini e Alexander Zaske), arch. Giuseppe Capuozzo (Gruppo di lavoro: arch. Maria Rosaria Infantino, arch. Danilo Capozzo, arch. Giacomo Visconti, ing. Vincenzo Gianfrancesco, ing. Michele Giustino. Impresa esecutrice: RCR Restauri s.r.l.)

 

Il progetto del ‘nuovo’ Mann, presentato oggi nel corso di una giornata di studio nella Sala del Toro Farnese, è stato realizzato da Gnosis Architettura Coop (per coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione: Politecnica ingegneria e architettura Ing. Massimo De Giudice).

Il nuovo fabbricato avrà una consistenza totale di circa mq. 1.100 di superficie coperta per ogni piano per quattro piani e di circa mc 16.500, vuoto per pieno, ed in esso troveranno posto laboratori di restauro, un auditorium che prevede 290 posti a sedere, locali caffetteria/bar e self service (lo spazio del volume dell’ex Pinacos ospiterà un piccolo bar accessibile dal giardino e dal passaggio coperto di collegamento tra le due corti), una biblioteca specializzata, una fototeca, locali destinati all’allestimento di mostre e alla sezione didattica con sala multifunzionale (due aree di 80 mq ognuna e due sale conferenze da 60 posti ciascuna) e una ampia zona di deposito.

Il progetto è improntato alla ricerca della massima essenzialità e della più attenta rispondenza dei nuovi spazi progettati alle esigenze delle funzioni che in essi dovranno trovare posto, nonché alla ricerca della semplicità costruttiva, compatibilmente con l’importanza dell’opera che si va a realizzare, senza trascurare i problemi dettati dalla manutenzione ordinaria che dovrà essere agevolata ed ottenuta a costi molto contenuti. Questa necessità è stata tenuta in debito conto nella scelta dei materiali di finitura del fabbricato, che si è incentrata sempre sulla durevolezza degli stessi e sulla loro adeguatezza alle funzioni cui gli spazi sono destinati. “Gli interventi proposti nel progetto – spiegano Francesco Felice      Buonfantino, Antonio De Martino e Rossella Traversari, fondatori dello studio Gnosis – nascono innanzitutto dalla necessità di soddisfare le richieste espresse dalla Committenza negli incontri effettuati a valle dell’aggiudicazione della gara d’appalto, richieste soprattutto di natura funzionale e relative alle finiture, che consentiranno una fruizione e gestione ottimale della struttura, oltre che la coerenza dell’immagine complessiva dell’intervento”.

​Link al video di presentazione​

 

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