Johann Joachim Winckelmann  scrive al conte Heinrich di Brühl nel 1762 del cavallo di bronzo, cavallo Mazzocchi. Scrive per narrargli di uno dei primi ritrovamenti degli scavi archeologici di Ercolano che da oggi è esposto al primo piano, salone della Meridiana del Museo Archeologico Nazionale. Prende il via sino al 25 settembre la mostra “Winckelmann e le raccolte del Mann. Monumenti antichi inediti 1767” . Il cavallo Mazzocchi è stato  restaurato dal laboratorio del museo, guidato da Luigia Melillo. Il cavallo in attesa di una sistemazione definitiva sarà ancora esposto nel salone, dopo la fine della mostra. Si attende la sistemazione definitiva nella sezione della Scultura campana con la la Quadriga di Ercolano, uno tra i gruppi bronzei più importanti di tutta la scultura antica. La mostra ricorda i trecento anni dalla nascita di Winckelmann. Nel 1767 l’autore pubblica il volume “Monumenti antichi inediti”, l’unico scritto  in lingua italiana, poco conosciuto perché considerato un’opera incompiuta. Nel volume sono raccolte 208 tavole che riproducono sculture, bassorilievi, gemme, candelabri, scarabei, busti, vasi, mosaici, suppellettili ed edifici che colpirono Winckelmann durante i suoi numerosi viaggi a Roma, Firenze, e poi Napoli, Portici, Pompei, Ercolano, Paestum e Caserta.

 

 

Commenti

commenti