Autunno, tempo di lettura, che sia su un prato in una splendida giornata di sole, o che sia sul divano di casa, quale miglior momento per rilassarsi, facendosi compagnia con un buon libro? Ecco perché dedichiamo una vetrina alle ultime novità di Guida editori, in particolare quelle degli autori Giulioo Sodano, Cesare Capone, Pio Colonello e Massimo Fargnoli.

Giulio Sodano è autore del libro “Da baroni del Regno a Grandi di Spagna”, docente di Storia moderna presso la Seconda Università di Napoli, si occupa di storia sociale e religiosa.Non è usuale, anzi è del tutto singolare, che un libro dedicato alla storia di una grande famiglia aristocratica inizi con la storia dei suoi rami cadetti. E’ quanto accade, invece, nel volume di Sodano, con la storia delle carriere eclesiastiche dei figli minori. In tal modo la storia di una famiglia, tradizionalmente considerata fortemente radicata sul territorio, si proietta immediatamente su uno scenario internazionale. Cultura, fede religiosa, violenza delle armi, mecenatismo, arroganza e paternalismo, ribellismo e cortigianeria, questo sono gli Acquaviva duchi di Atri, una delle famiglie baronali più potenti del Regno di Napoli nei secoli dell’età moderna. Si distinguono nel dar vita ad una splendente corte aristocratica e nel perseguire un’attenta politica volta a conseguire, soprattutto attraverso le carriere ecclesiastiche dei cadetti e gli altisonanti titoli d’onore, una collocazione internazionale di primo piano. Un racconto atto a contribuire alla più complessa conoscenza di un ceto che ha avuto un rilevante ruolo nel Mezzogiorno d’Italia.

Cesare Capone, già autore di saggi dedicati a vari argomenti culturali, in passato o caposervizio e inviato di Rizzoli Periodici e collaboratore del Corriere della Sera, propone un libro innovativo ed originale:Tutti i libri del mondo, il libro elettronico che promette di diventare il mezzo più efficace di emancipazione dall’ignoranza che la storia abbia conosciuto. Un saggio che passa in rassegna alcuni degli aspetti più interessanti e significativi del libro fatto di argilla e di papiro, di pergamena e di carta. Un confronto con il presente dal quale emerge che il libro continuerà a essere l’estensione infinita della memoria e della cultura umane in un racconto dettagliato in maniera interessanti e significativi. Il libro si conclude con motti e sentenze di autori antichi e moderni sul libro stesso.

Pio Colonnello, ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università della Calabria, è Visiting professor in alcune università americane ed è Consulting editor della rivista statunitense «The Journal of Value Inquiry». Ha ottenuto per due volte il Premio della cultura della Presidenza del consiglio dei ministri. Tra i suoi lavori, Martin Heidegger a Hannah Arendt, libro narrante la storia di Arendt,dapprima allieva, musa e amica di Heidegger, poi collega e critica severa del suo vecchio maestro. Fuggì negli Stati Uniti perché di origine ebraica, dopo vent’anni, Arendt tornando in Europa, rincontra l’amico di un tempo., e da qui ha inizio tra i due   un febbrile scambio di lettere, riportate nel volume in un enigmatico gioco di allusioni e rimandi, in cui Heidegger è chiamato a rievocare gli episodi salienti della sua vita politica, accademica e di pensatore, l’amore per l’allieva e frammenti di avvenimenti del passato, resi vivi grazie alla potenza dell’immaginazione e della ricordo.

Massimo Fargnoli, presidente dell’Accademia Musicale Napoletana, insieme agli autori Giovanna Ferrara, musicologa e storica della musica, Alessandro Marangoni, pianista che sta portando a termine l’integrale discografica dei Péchés per la Naxos e Sergio Ragni, curatore dell’epistolario rossiniano, danno corpo a “I Pechés de Vieillesse di Gioachino Rossini“. Si racconta la storia del Rossini che a 37 anni, calato il sipario sul grande successo del Guillaume Tell, chiude per sempre la sua meravigliosa esperienza nel mondo del melodramma. Un silenzio teatrale durato quasi otto lustri, fino alla morte, una “filosofica determinazione” che il musicista difende rifugiandosi dietro il muro della sua proverbiale pigrizia. Unica eccezione nei lunghi anni del silenzio compositivo, escludendo lo Stabat Mater, sono i Péchés de vieillesse, i Peccati di vecchiaia come scherzosamente li chiama, che arrivano a rappresentare al meglio lo spirito dell’ultimo periodo della creatività rossiniana. Un condensato di sottilissima ironia e di sofisticata “ingenuità” musicale, di amarezza e di bonomia, assolutamente avulsi dal contemporaneo clima romantico. Si propone di offrire di tutti i Péchés un’approfondita analisi sia stilistica, sia musicale per cogliere quei caratteri importanti della scrittura dell’ultimo Rossini.

 

 

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