foto di Giuseppe Nuzzo

 

Ma quale pizza e mandolino? Una patata ed una chitarra, tra l’altro fuori scena,  sono gli elementi del nuovo spettacolo di Gianni Aversano presentato agli addetti ai lavori in una applaudita “prova generale”.

Pur attingendo dal’immenso repertorio  della canzone napoletana,  l’eclettico Gianni Aversano ha sempre lavorato  lontano dai clichè e dalla oleografia,  traducendo e “tradendo”  la tradizione con estrema intelligenza,  riproponendola alla luce del “bello” e del “vero”

Dopo il riuscitissimo esperimento “musical teatrale” sul soggiorno di Mozart a Napoli, con la nuova “drammatica farsa teatrale fiorita di poesia e canzoni”,  Aversano narra del soggiorno a Napoli di un altro grande artista: Giacomo Leopardi.

Un Gobbo Snob” è il titolo di questo lavoro, pensato con Franco Palmeri,  che ne ha curato anche la regia.

L’idea nasce dal libro “Leopardi a tavola. 49 cibi dalla lista autografa di Leopardi a Napoli”, adeguatamente integrato dalle informazioni sul poeta contenute nei saggi del Prof. Raffaele Urraro,   innestate in una Napoli nobile e lazzarona con canzoni antiche e recenti che ne trasmettono il “feeling”

In scena, Pasquale Ignarra  (interpretato dallo stesso Aversano),  il cuoco di casa Ranieri,  che negli ultimi quattro anni di vita del Leopardi  lo segue fedelmente nei suoi “traslochi” e nei suoi smodati desideri  culinari.  Con lui, un immaginario operaio dei traslochi (Peppe Papa) con cui dialoga su strane abitudini, innumerevoli  malattie,  peculiari quotidianità del giovane conte,  ma anche della poetica musicale e della grande forza “prometeica e rivoluzionaria” di un uomo alquanto malmesso.

Leopardi  non appare in scena,  se non in una silhouette durante la lettura della sue lettere al padre (voce di Andrea Soffiantini),  ma nei dialoghi tra i due protagonisti emerge forte la  presenza del genio letterario “maledetto, gobbo e snob” – secondo la definizione del suo nemico  Tommaseo –  e dell’uomo Leopardi, mai cosi vicino ad una vitalità sempre solo desiderata.

Lo spettacolo si snocciola tra aneddoti sulla vita e notizie inedite, tutte riportate in maniera corretta  e sempre con  “leggerezza”,  divertenti “riletture” di poesie conosciute e no,  canzoni napoletane “leopardiane” (accompagnate alla chitarra da Domenico De Luca), citazioni edoardiane e del teatro dell’arte e tanto altro ancora…

Un riuscito tentativo  di calare Leopardi nella Napoli nobile e plebea rappresentata dai vari tipi di canzoni e forme teatrali  saltando, senza timore,  dalla trivialità popolare alla poesia alta.

Napoli – con la sua malinconia, il suo sarcasmo anti ottimistico, lo sberleffo all’autorità, la passione amorosa dolce e amara , la contemplazione del panorama notturno, l’eterna lotta col mistero della vita , i piaceri della buona tavola –  si ritroverà come città leopardiana, e don Giacumino, si rivelerà inaspettatamente, come un autentico Napoletano

Lo spettacolo sarà presentato in prima assoluta in occasione del Terzo Meeting della Canzone Napoletana che si svolgerà Succivo il prossimo venerdi 20 gennaio  ed in replica la sera successiva

Per info e prenotazioni 349 1387245

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