Leonardo, Raffaello e Caravaggio grandi artisti senza tempo raccontanti da chi invece da poco tempo li ha conosciuti. Giovani laureati e dottori di ricerca in Storia dell’Arte di diverse città italiane si sono alternati per circa tre mesi in un ciclo di incontri serali dedicati ai tre artisti. L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla  Soprintendenza speciale per il Patrimonio, storico, artistico ed antropologico e per il polo museale della città di Napoli dal Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo con l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale e la Rai.

La ricostruzione delle rispettive biografie è stata affidata alla proiezione di film, fiction e documentari realizzati dalla Rai in oltre mezzo secolo: dal primo Caravaggio interpretato da Gian Maria Volontè agli spettacoli teatrali realizzati da Dario Fo espressamente per il progetto delle Mostre impossibili.

Un positivo esperimento di ibridazione artistica che ha visto in contemporanea al Museo di Capodimonte un percorso espositivo che propone  quindici dipinti ispirati a Leonardo. L’ultimo incontro di Capolavori in dettaglio, ospitato Refettorio di San Domenico Maggiore ha visto la conversazione di Maria Teresa Tancredi che è stata introdotta da Fabrizio Vona e Nino Daniele.

Reduce dalle peregrinazioni in Sicilia dopo la fuga da Malta, nell’ottobre 1609 Caravaggio fa di nuovo tappa a Napoli dove, tra i diversi incarichi ricevuti, termina la Flagellazione di Cristo, oggi al Museo di Capodimonte, e realizza la Sant’Orsola confitta dal Tiranno (Collezione Banca Intesa). Si tratta dei capolavori oggetto dell’intervento, suggellato dalla disamina del David della Galleria Borghese (Roma), con il quale l’artista, ritrattosi nella testa spiccata di Golia, prende forse congedo anche dalla sua avventura esistenziale.

Il  progetto è stato ideato e diretto da Renato Parascandolo, Direzione scientifica di Ferdinando Bologna, Consulenza storico-artistica, Stefano De Mieri, Ida Maietta, Linda Martino e Maria Teresa Tancredi.

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