Il monito del Cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, e’ chiaro. Le sofferenze odierne sono molteplici. Aborti, droga e corruzione sono in prima linea. L’omelia nel corso della Via Crucis diocesana: “chiediamo al Signore la grazia di custodire nei nostri cuori e praticare nella vita di ogni giorno gli insegnamenti ricevuti in questa solenne azione liturgica. Abbiamo contemplato l’amore del Dio sofferente e crocifisso, con il volto coperto di sangue. Ci troviamo, ora, all’ombra di una croce che ha sostenuto il corpo del Figlio di Dio morto per noi: è l’Agnello che è stato immolato innocente per la nostra salvezza. Guardando il Crocifisso ci vengono in mente le sofferenze di tutti i crocifissi: i malati, i poveri di questo mondo, vittime dell’odio degli altri o anche della propria fragilità; ricordiamo gli agnelli immolati da feroci sterminatori, che non risparmiano né bambini né donne, sacrificati da dittature che hanno i volti di guerre e di violenze, ma anche i tanti morti nelle nostre strade insanguinate, o a causa degli aborti, della droga, della corruzione. Sono milioni i crocifissi che possono trovare nel Crocifisso non solo conforto, ma anche significato alla propria sconfitta e sollievo alla propria sofferenza. Incarnandosi e morendo sulla Croce, Dio ha scelto un posto scomodo per starci; ma è grazie a Lui che la sofferenza e la morte sono state redente. Ora più nessuno è solo: Dio crocifisso sta nel cuore della sofferenza e del dolore. Il Padre dei figli peccatori lascia che il suo proprio Figlio penda dalla Croce perché tutti lo possano trovare, anche quando lo si cerca tra le lacrime delle mamme, come ci ha ricordato Papa Francesco nella sua visita alla nostra Diocesi, o anche tra le lacrime dei giovani, degli anziani, dei carcerati, dei senza lavoro, degli ammalati. Guardando Colui che è stato trafitto, comprendiamo che la nostra vita ha un immenso valore, comunque noi siamo, buoni o cattivi, sani o sofferenti, perché Dio ci ha amati tanto da morire per noi. Per Lui, nessun uomo o donna è disprezzabile o è perso: la vita ha senso anche nelle sconfitte; la salvezza è sempre possibile, anche nella morte. Se il Cristo ha condiviso anche la morte dei malfattori e dei condannati a morte è perché li ama e li vuole accanto a sé nel paradiso. Chiediamo alla SS.ma Vergine Addolorata, che non si è mai staccata dal suo Figlio lungo tutto il cammino doloroso della Croce, di insegnarci che il nostro Dio è il Dio che ci salva, anche dalle sofferenze, dalla morte, dal peccato.

Commenti

commenti