LAVORO, fuga dei cervelli dal SUD

AlmaLaurea, un ponte fra Università e lavoro in Italia delle professioni, rende noti  i risultati delle nuove indagini nazionali svolte su profilo e condizione occupazionale dei laureati, sul tema ‘Formazione universitaria e posti di lavoro’.  Presentato il XVIII Rapporto Alma Laurea 2015, nella conferenza stampa, tenutasi alla Stazione Marittima al Molo Angioino,  nell’Aula Dione Elettra,  da Ivano Dionigi, Presidente di AlmaLaurea, e  Gaetano Manfredi,  Rettore dell’Università Federico II di Napoli e Presidente della CRUI. Hanno  illustrato le previsioni di occupazione,l’ internazionalizzazione degli studi universitari e la disparità locale, verificando  gli effetti della polarizzazione dell’occupazione e i diversi scenari  che implicano una nuova riflessione sul ruolo e la rilevanza della formazione del capitale umano.  A seguire,  una Tavola rotonda alla quale intervengono, tra gli altri, il rettore dell’Università federiciana, Gaetano Manfredi, il Presidente Ivano Dionigi, e Daniele Livon, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con le conclusioni del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini.

La prima Indagine svolta da AlmaLaurea ha riguardato circa 270 mila laureati di 71 università italiane,   restituendo una  fotografia analitica delle principali caratteristiche dei laureati: dalla riuscita universitaria, alle condizioni di studio all’università, dalla soddisfazione per il percorso di studi appena concluso, alle esperienze di stage, lavoro e studio all’estero compiute nel corso della loro carriera universitaria. La seconda Indagine, mirata agli oltre 570 mila laureati di 71 università italiane, ha esaminato la posizione raggiunta nei mercati del lavoro di Italia, Europa e resto del mondo dei laureati 2014, 2012 e 2010 intervistati, rispettivamente, ad 1, 3 e 5 anni dal conseguimento del titolo.

La presentazione delle due Indagini è stata accompagnata da tre approfondimenti: il primo sulle tendenze delineatesi sui mercati del lavoro, anche a seguito dei recenti interventi normativi, il secondo sui flussi di mobilità territoriale dei laureati, per ragioni sia di studio sia di lavoro, il terzo sulla pluralità di figure di laureato, caratterizzate da specifici fabbisogni formativi e di performance occupazionali, con particolare attenzione agli studenti stranieri, ai lavoratori-studenti e agli studenti “meritevoli”.  Nel dettaglio, questa la sintesi del rapporto illustrato: cresce la percentuale  di laureati stranieri, aumenta la quota di giovani che terminano gli studi nei tempi previsti, costante la percentuale di chi svolge periodi di studi all’estero, ridotto il numero di laureati che svolgono attività lavorative durante il periodo di studio. Età media alla laurea è oggi a 26,2 anni; su 100 laureati terminano l’università in corso 46 laureati triennali, 35 laureati a ciclo unico e 56 magistrali biennali. La votazione finale rimane nella media del 102 su 110. Ruolo importante è quello svolto dai tirocinii, elemento di raccordo  tra l’Università e il mondo del lavoro. Calata la percentuale dei laureati con una esperienza lavorativa fatta durante gli studi universitari. Esperienze di lavoro, di stage e di studi all’estero si mostrano carte vincenti per entrare nel mercato del lavoro, infatti i laureati che hanno svolto tali esperienze, hanno il 57% di probabilità in più di lavorare rispetto a chi non vanta tale esperienza.

Ciò che purtroppo è stato evidenziato in conferenza dal Presidente AlmaLaurea, è la fuga di cervelli dal Sud: negli ultimi dieci anni le regioni del Mezzogiorno hanno perso costantemente capitale umano, migrato al Centro Nord. Emerso, inoltre, un calo di immatricolazioni, che pur interessando l’intero sistema universitario italiano, vede la sua maggiore concentrazione negativa al Sud, per  calo demografico, contrazione del tasso di passaggio dalla scuola secondaria di secondo grado all’Università, crisi economica,  scelta di studiare all’estero. A livello occupazionale post laurea, gli esiti dei rapporti presentati, indicano un divario con  livello occupazionale a favore del Nord, anche se gli occupati del Sud mostrano migliore stabilità lavorativa, contando su contratti, anche se minori, ma stabili. Elevate sono le differenze retributive, soprattutto per i primi impeghi,  vedendo al Nord un guadagno medio pari a euro 1290 mensili, rispetto ad euro 1088 al Mezzogiorno. Punto a favore dell’istituzione universitaria è la soddisfazione espressa dagli studenti del rapporto con il corpo docente, raggiungendo la percentuale dell’84%; soddisfazione ad elevati numeri in percentuale per le infrastrutture messe a disposizione, aule, postazioni informatiche, servizi di biblioteca.

Presentato anche il primo Career Day partenopeo ‘AL Lavoro -Napoli’ di AlmaLaurea, che si terrà giovedì 28 aprile, sempre alla Stazione Marittima, organizzato con l’Università Federico II in partnership con gli Atenei campani e con il sostegno di Unilever e LIDL, che vedrà coinvolte oltre 50 aziende e più di 10.000 laureati.  Evento di riferimento del Paese per numero di neolaureati coinvolti, dal taglio internazionale e coinvolgimento, per la prima volta in Italia, anche dei neodiplomati. Ciascuna azienda partecipante avrà  la possibilità di incontrare i migliori diplomati e laureati italiani e stranieri e i talenti più motivati alla sua employer brand promise, che potranno così entrare in contatto con le più importanti aziende italiane e internazionali per conoscere le loro politiche di recruiting e le opportunità professionali connesse. A tutti quelli che si registreranno,  opportunità di conoscere e incontrare da vicino, per un colloquio, alcune tra le più importanti aziende leader del Paese, tra cui Unilever, L’Oréal, Unicredit, Sonepar Italia, Yoox, Ducati Motor, Accenture, Roche, PWC, Fater, NTT Data, Sogei, CNH Industrial, TxT e-solution, Credem, Alten, Everis, Alleanza, Capgemini, Automobili Lamborghini, Tetra Pak, Lidl Italia, Banco Popolare, Indra.

Il Presidente di AlmaLaurea, ha così esordito in  conferenza stampa: “la scelta di Napoli come sede per la presentazione del Rapporto AlmaLaurea, è stata fortemente voluta, a dimostrazione di voler credere e stimolare, ben oltre le cifre, la realtà della capitale del Sud,  città di cultura, storia e valori umani unici e ineguagliabili”. E l’Università Federico II e i suoi studenti ne portano bandiera, con onore e gloria, con la speranza che il prossimo rapporto racconterà di una inversione di rotta, degna del Mezzogiorno e della città di Napoli.

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