Reportage – Una giornata d’inverno perché non scegliere di passeggiare sulle sponde di uno dei luoghi mitici della Campania?  Il Lago d’Averno nei Campi Flegrei,  era, prima per i greci e poi per i romani, l’ingresso all’oltretomba-inferi. Oggi,  potrebbe essere uno degli ingressi principali per i turisti nella Campania, nel Sud che produce e lavora.

Un lago craterico con acque immobili e ‘cupe’, come si legge in molte descrizioni culturali e scientifiche,  è per chi lo visita un lago con acque certamente stagnanti, ma che generano allo sguardo un movimento di sensazioni.  E’ un mix di passato e presente, di natura e archeologia, di insediamenti moderni, non del tutto adeguati al suo valore paesaggistico ed artistico, all’interno di un contesto straordinario. E’ un esempio di progetti che sembrano abbandonati. E’ parte del sistema del parco dei Campi Flegrei, e soprattutto meta di tantissimi turisti che lo frequentano in ogni stagione dell’anno.

Il Tempio di Giove è uno dei monumenti archeologici che testimoniano come questo luogo fosse caro ai Romani che lo utilizzavano, scrive la Treccani,  come “porto militare (Portus Iulius), poi abbandonato per movimenti bradisismici. Vi si venerava il deus Avernus”.

Ma la presenza di diverse specie di volatili, anche se il nome, originariamente indicava il lago come luogo senza uccelli,  potrebbe farne un posto ideale per il turismo da  birdwatching ‘archeologico’ (sicuramente la parola sarà copiata come è avvenuto per altre idee ed articoli lanciati da napolipost).  Uccelli ed archeologia convivono senza soluzione di continuità.

In altre regioni, il birdwatching è uno dei motori dell’economia turistica.  In realtà, lungo il lago, per l’osservazione degli uccelli,  il percorso campestre prevede installazione di diverse postazioni, ma sono visibilmente poco utilizzate e pubblicizzate. Non vi sono guide fisse che possano indicare al visitatore dove si trova, la cartellonistica è poco chiara e poche sono le tracce di un altro luogo senza pari:  la  porta degli Inferi, la Grotta della Sibilla. Questo luogo, utilizzato dai romani come cunicolo militare di collegamento al porto di cui era parte, ha fatto tanta suggestione ai grandi poeti del passato tanto da  far passare da qui Orfeo, Ulisse ed Enea per raggiungere l’Oltretomba. Ai contemporanei,  responsabili della valorizzazione del sito, desta poca suggestione. Ai visitatori e turisti una eruzione di energie.

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