Apre al pubblico nella sala Carlo V del Maschio Angioino “I canti della terra” di Sebastiano A. De Laurentiis, personalità artistica che da due decenni è tornata a specchiarsi nella natura della Maiella Madre, montagna mitica abruzzese. Per la prima volta la terra canta e si mostra, a Napoli, nel Maschio Angioino, in una esposizione che stupirà i visitatori, permettendo di scoprire un’artista che ha mietuto notevoli successi durante i decenni dell’intensa attività condotta a Roma e all’estero a partire dagli Anni Sessanta. Dal 1996 l’autore si è poi orientato verso un confronto costruttivo con il paesaggio della sua terra, il territorio nel comprensorio dei fiumi Sangro e Arentino, ad est della Maiella, l’alta montagna dell’Appennino recepita dalle popolazioni come una sorta di grande madre. Il progetto espositivo consta di due momenti complementari. Nella prima parte della mostra, a cura di Lucia Arbace, viene illustrata la produzione degli Anni Sessanta e Settanta testimoniata dalle due sculture e dalle grafiche acquistate dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo per il Museo Nazionale d’Abruzzo a l’Aquila, grazie al contributo della Direzione Generale per l’Arte Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo. Il rapporto stabilitosi con Maurizio Calvesi, direttore della Calcografia Nazionale, affiora nelle prime acqueforti realizzate a Roma, permeate da uno stretto legame con la Natura. Seguono tre esemplari a più strati della serie I muri d’Italia, con scritte che raccontano il clima culturale post sessantottino. Di fortissimo impatto le due sculture, entrambe afferenti la ricerca artistica d’avanguardia decollata con l’opera Rifugi (o Le sbarre) del 1959-60 che ha proiettato Sebastiano A. De Laurentiis su un palcoscenico internazionale. Accanto ad esse una videoproiezione permetterà di godere,delle immagini delle tante installazioni che il maestro ha realizzato in tempi più recenti, al fine di ridisegnare i percorsi di ricerca culminanti con “I canti della terra”. A questo tema è dedicata l’istallazione, ultima creazione dell’artista, che ricrea sul pavimento un campo di terra al centro del quale è collocata l’opera da cui deriva il titolo. Si tratta di un lavoro non concluso, di grande forza evocativa, che si inserisce nel progetto Arte Natura che tenta di realizzare inediti percorsi artistici e naturali.

La mostra sarà aperta fino al 1 Giugno orari: lunedì-sabato dalle 9.00 alle 19.00.

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