Cos’era? Non lo so. Quando non sai cos’è, allora è Jazz” (Alessandro Baricco). Jazz sull’isola azzurra, con un appuntamento sul finire dell’estate: dal 30 agosto sino al 2 settembre  nella suggestiva cornice della Certosa di San Giacomo, “Jazz Inn Capri”, kermesse di jazz internazionale, giunta alla sua quinta edizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura ed eventi della Città di Capri, in collaborazione con il Polo Museale della Campania, ed organizzato dall’associazione Jazz Inn Capri, con l’Associazione Musicology e Nesea Eventi Culturali.

Cos’e il jazz? Il jazz è ora, perché  è tutta una questione del momento, è  la  trasformazione nel momento,  la forma più immediata di espressione musicale esistente,  il linguaggio che si usa  per affermare i propri  sentimenti più profondi e più veri. E’ la forma d’arte americana che tutto il mondo possiede.

A Capri, quindi,   tre serate   sulle note della musica jazz, che vedranno alternarsi sul palcoscenico dell’affascinante “chiostrino” artisti di fama internazionale prima del gran finale con la serata nel Chiostro grande. Ad aprire il festival il 30 agosto alle ore 21.00 il trio Cohen/Venezia/Coppola e la presentazione del progetto “Infinity”, un progetto che nasce dopo un incontro dei tre musicisti in un jazz club di New York e che “diventa” un disco presentato, in Italia ed in America, con una serie di concerti nei club della Grande Mela e al Guggenheim Museum of  New York City.  Il 31 agosto “Latin Tinge”, con  Ray Mantilla,  fenomenale percussionista americano che torna a suonare in Italia, per regalare gioia e felicità e rinnovando la magia del Latin jazz “with authentic latin rhythm”. La sua band comprende un sodalizio di lungo corso con Cucho Martinez al basso. I due omaggeranno il celebre pianista Cedar Walton, scomparso due anni fa e  con il quale registrarono, nel 2002, il disco “Latin Tinge”, con Perfidia, BesameMucho e Brazil , brani contenuti del disco. A completare il trio, al posto di Walton, ci sarà un icona del modern jazz newyorkese,  Larry Willis. Il 1 settembre “A Brazilian night”, con  Rosalia De Souza quartet:  fascino e magia,  sensualità e misticismo, in  atmosfere rievocano  luoghi e sapori della musica brasiliana del passato, con particolare riferimento agli anni Sessanta. A “Jazz Inn Capri”, la cantante, insieme al suo quartetto,  presenterà un repertorio molto particolare, rendendo omaggio ai classici autori della musica brasiliana come Tom Jobim, Gliberto Gill, CaetanoVeloso, Joao Gilberto ed interpretando alcuni dei sui pezzi originali più celebri. Gran finale sarà il doppio concerto del 2 settembre con  la “Tribunal mist jazz band”, una big band che nasce a Napoli oltre vent’anni fa, composta da ventuno elementi tra musicisti-professionisti e professionisti-musicisti, tutti uniti dalla pura passione per la musica ed in particolare per il jazz, direttore d’orchestra è Antonio Solimene. La TribunalMist Jazz Band proporrà un repertorio che affonda le radici nella storia del jazz, interpretando belle pagine orchestrali di Benny Goodman, DizzyGillespie, Duke Ellington. A seguire  il gran finale con Denise King, dalla voce straordinariamente armonica, raffinata ed elegante,  che si esibirà in un concerto fatto di sonorità jazz, rithm& blues e soul gospel. Per “Jazz Inn Capri” proporrà un repertorio molto coinvolgente reinterpretando i classici della musica jazz e dei musical americani, omaggiando Frank Sinatra, Nat King Cole ed Ella Fitzgerald.

Il jazz sottile, emozionale e accomodante; vuoi anche  intellettuale, e talvolta anche scientifico. Il jazz,  raccontato infinite volte, dove  per certi versi la sua storia è come la favola che i bambini amano sentirsi raccontare più e più volte, per essere rassicurati dalle conferme.  Ma perché  il jazz piace tanto? Perché  è  un genere musicale multidimensione, una forma d’arte  sottile e complessa, appetibile al grande pubblico. Non a caso, alcune delle più grandi menti musicali di tutti i tempi sono stati artisti jazz, il loro modo di suonare è molto distintivo. Essere un artista jazz significa essere parte di una stirpe, suonare il jazz significa contribuire alla storia del mondo, far parte di una tradizione, trasformando  le persone con il suono del  proprio strumenti. La musica jazz insegna chi sei, esplorando l’umanità degli altri, e soddisfacendo  ciò che sei.

 “La musica è la tua esperienza, i tuoi pensieri, la tua saggezza. Se non la vivi, non verrà fuori dal tuo strumento. Ti insegnano che c’è una linea di confine alla musica. Ma non c’è una linea di confine all’arte.” (Charlie Parker).

 

 

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