Ischia, il FARO ai tedeschi

“Se non corri alcun rischio nella vita, allora rischi tutto”:Punta Imperatore ad Ischia parlerà lingua tedesca;  la  società tedesca,  Floatel Lighthouse Hotels Gmbh,  si aggiudica la gestione del faro dell’isola verde. Il via libera al progetto tedesco per  garantire  una nuova vita alla struttura. Facciamo un passo indietro nel tempo: gennaio 2016, ci troviamo a raccontare del  primo bando di gara in Italia che propone in affitto, fino a 50 anni, 11 fari di proprietà dello Stato. Due Commissioni, appositamente costituite, una per l’Agenzia del Demanio e l’altra per il Ministero della Difesa, hanno proceduto in seduta pubblica all’apertura dei plichi, con la verifica della  correttezza formale della documentazione presentata dai partecipanti. La valutazione della proposta progettuale ha tenuto conto degli elementi qualitativi,  quali soluzioni di recupero del faro, manutenzione, fruibilità pubblica, contributo allo sviluppo locale sostenibile,  e la possibilità di creare un network tra più strutture, attraverso una rete di servizi e attività condivise.

La Floatel Lighthouse Hotels Gmbh vincitrice del bando, totalizzando il punteggio più alto, battendo la proposta avanzata da una società  isolana,  seconda in graduatoria finale, quella della Coime, un gruppo di imprenditori partenopei, terzi, ed infine  quella de “La Serenissima” di Giuseppe Perrella e Pino Mattera. Si tratta di  una società  tedesca  che già dispone di un ampio ventaglio di fari nei quali trascorrere, come da slogan, “vacanze uniche e romantiche in location remote, lontane dalla quotidianità”. Il target cui si rivolge la Floatel è molto vario e i prezzi hanno un range compreso tra i 250 euro circa ai 400 a coppia. Gli spazi verranno “riorganizzati tenendo conto della storia del luogo stesso e offrendo l’opportunità agli ospiti di immergersi nella tranquillità ed esclusività del luogo senza stravolgerlo”.

Tim Wittenbecher a capo dell’attività;  esperto di marketing e con una laurea in ingegneria industriale, impegnato dal 2007 nelle riqualifiche  dei fari in Europa, tra cui tre in Germania e tre in Spagna, e  proveniente da una carriera di circa 20 anni nel settore dell’entertainment. L’idea è quella di realizzare  un minihotel,  nel rispetto dei luoghi.

Il Faro di Punta Imperatore a Forio, un edificio di 400 metri quadrati, 900 esterni utilizzabili e 400 di dirupo, per un recupero valutato con un restauro a sei zeri; dismesso dalla Marina Militare, gli ischitani di nascita e quelli di adozione, lo definiscono il “nostro” faro, il gigante che svetta sull’estremità, un pezzo di storia isolana piena di aneddoti che hanno segnato in modo particolare la vita delle famiglie ischitane in un tempo passato, quando l’isola era molto più selvaggia e naturale di adesso. È uno dei fari più importanti del Mediterraneo, in grado di lanciare il suo raggio di luce da un’altezza di oltre 160 metri. Anche se è ben visibile da mare, lo si raggiunge percorrendo via Costa, una strada di tutto verde, dove il presente turistico non è riuscito a cancellare del tutto le tracce della civiltà contadina.

Nuova vita e nuova storia al faro di  Punta Imperatore,  tanto amato,  con  tanto vissuto,   aggiudicato, sì, ai tedeschi, ma rimanendo sempre di  “proprietà privata” degli ischitani   e di tutti quelli che si sentono “ischitani d’adozione”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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