Rivolta verso il mare, quando questo lambiva la città sin dentro e  nella parte che oggi è via Vittoria Colonna, quartiere Chiaia, un tempo Plaggie,  la chiesa di Santa Teresa a Chiaia, maestoso progetto di Cosimo Fanzago è un simbolo monumentale e religioso fortissimo.  Racchiude tesori come i quadri di Luca Giordano e l’enorme statua di Cosimo Fanzago (dedicata alla Santa),  ed la più antica chiesa partenopea dedicata a Santa Teresa d’Avila. Donna Teresa, di cui ricorrono i cinquecento anni dalla nascita, è tra le più determinate e forti donne che la chiesa abbia avuto. Una donna, che pur essendo suora di clausura, lasciava il monastero per fondarne altri, causando scompiglio ed imbarazzo  nella curia romana.  Per Lei però la vocazione era più forte di ogni formale richiamo tanto da spingerla continuamente a ‘violare’ la clausura ed a riformare la regole del Carmelo, fondando l’ordine delle carmelitane scalze che ancora oggi è molto attivo nel mondo.

Napoli, pur non avendola mai conosciuta di persona, le è sempre stata devota scegliendola come compratona di Napoli, aprile 1664, e dedicandole diverse chiese, come quella di Santa Teresa a Chiaia. Un tempio religioso ed artistico, monumento del barocco, conserva le straordinarie opere di Luca Giordano come L’infanzia di Maria, Il riposo della fuga in Egitto, San Pietro che appare a Santa Teresa e San Pietro d’Alcantara me sta confessando Santa Teresa.

Nei giorni scorsi una visita guidata, condotta da Maria Varriale del gruppo Kymeia, organizzata da Incontri Napoletani, presidente, Patrizia Giordano Alario e dal Priore della Comunità Carmelitani Scalzi, padre Luigi Borriello ha mostrato ad un folto pubblico questi tesori. Nell’occasione è stato annunciato il restauro della bellissima statua di Santa Teresa ad opera delle imprese Giovanna Izzo restauri  e di la Linea industrie vernici sotto la sorveglianza della Soprintendenza per il Polo Museale della Città di Napoli.

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