In questo mese di ottobre diocesi di tutta Italia sono in cammino con pellegrinaggi verso il Portogallo,  verso Fatima, nella regione di Leira. Poco più di 90 anni fa a Fatima, in Portogallo, apparivano a tre pastorelli, Lucia, Jacinta e Francisco un Angelo e la Madonna, che venne definita «una Signora più brillante del sole». Dopo tanti anni vale ancora la pena andare a Fatima? Sicuramente sì, anche perché quello che la Madonna ha detto ai tre Pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta è ancora di grandissima attualità. La semplicità di Fatima è incredibile, sicuramente uno dei luoghi sacri più belli della Cristianità. “Lucia levò gli occhi sgranati al cielo e vide scendere la Signora. L’apparizione proveniva da oriente, come le due volte precedenti: un puntino luminoso che emergeva dalla profondità di un cielo ricoperto di nubi. Si avvicinò veloce, planando senza fluttuazioni, e la sua figura risplendette di luce non appena si fu posata sul leccio, a un paio di metri da terra. La Signora stava in piedi, la sua immagine cristallizzata avvolta in un bagliore che sembrava risplendere più del sole. Di fronte a quella bellezza accecante, Lucia abbassò lo sguardo“. (Steve Berry) Il messaggio di Fatima consiste in un numero di precise predizioni, richieste, avvertimenti e promesse riguardanti la Fede e il Mondo, che sono stati trasmessi dalla Beata Vergine a tre pastorelli – Lucia, Jacinta e Francisco – in una serie di apparizioni avvenute a Fatima da maggio a ottobre del 1917. Un miracolo senza precedenti avvenuto pubblicamente, il Miracolo del Sole: più di 70.000 persone videro il sole rotolare nel cielo contro ogni legge cosmica, spargere colori e discendere sulla terra. Sono stati compiuti  molti altri miracoli che autenticano il Messaggio di Fatima e nel corso degli anni fino a oggi, sono avvenuti miracoli di conversioni e guarigioni che la scienza non può spiegare con mezzi naturali. La Madonna ha invitato tutti alla preghiera: «Pregate, pregate molto e fate sacrifici, molte anime vanno all’inferno perché non c’è chi prega e si sacrifica per loro». I tre pastorelli hanno accolto e vissuto in modo particolare questo invito, modellando loro vita, già molto semplice, su quello che la “Bianca Signora” attraverso di loro chiedeva a tutta l’umanità. È un luogo di preghiera e di pace dove ancora oggi molte persone cercano di accogliere e realizzare quello che la Madonna, venendo dal cielo, ha chiesto. Solamente in un luogo di pace e silenzio, come è la città di Fatima, si può comprendere e vivere pienamente il mistero di Maria che chiamò i pastorelli ad opere di testimonianza chiedendo loro gesti pieni di Sacrificio e Coraggio. Il cammino  fatto a Fatima è stato soprattutto un percorso personale; infatti dopo una prima conoscenza dei luoghi importanti della città, come la visita al “Santuario della Madonna di Fatima”, al “luogo delle Apparizioni”, al “Cammino dei Pastorelli” e alle loro abitazioni, si procede a un percorso di “scontro-confronto” tutto personale, scaturito  dai momenti di  silenzio e di meditazione. Il silenzio e l’atmosfera che ti coinvolge esula dall’essere o meno credenti. Ci si guarda intorno e si capisce che chi viene qui non è solo per vedere il Santuario ma perché cerca un aiuto in qualcosa di superiore. E’ un percorso interiore basato nel cercare di ragionare su noi stessi, sui nostri “bisogni” e “meccanismi di difesa” e sul nostro passato per poter poi costruire un presente e un futuro sicuramente più trasparenti e coerenti con noi stessi e  con gli altri. Si è chiamati a dipingere la propria vita, ci si  immerge nel proprio passato, si percorre il proprio presente e si è chiamati a costruire il  proprio futuro. Fatima è  come un campo di allenamento, di preparazione, una scuola di preghiera, dove preghiera è dialogo con Dio, non qualcosa di meccanico. Emozione fortissima e indescrivibile è giungere in quell’immenso piazzale antistante il Santuario, e sentirsi attratti come una calamita dalla Cappellina delle Apparizioni con la statua della Madonna,  avvertire una forza invisibile che  spinge a meditare e pregare isolandosi dalla moltitudine di persone che riempiono il piazzale. Nello stesso tempo ci si sente vicino al dolore e alla fede delle persone che in ginocchio attraversano il piazzale e girano intorno alla Cappellina fino ai piede della Madonna con devozione estrema per ringraziare o chiedere una grazia. Proprio in questi giorni si è concluso  il pellegrinaggio diocesano e nazionale organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi in occasione dell’80° anniversario di fondazione, presieduto dal Vescovo Ausiliare per il settore nord di Roma Monsignor Guerino di Tora e diretto dal Vice Presidente e Amministratore Delegato  dell’Opera Romana Pellegrinaggi  Monsignor Liberio Andreatta.  Il pellegrinaggio ha visto la partecipazione di fedeli provenienti da tutta Italia. “L’ uomo di oggi è  un uomo ripiegato sulla società dei consumi,  triste e solo che ha perso i suoi riferimenti , che ha bisogno di svegliarsi, alzarsi e camminare verso i luoghi della verità,  verso i luoghi perduti”, dice Monsignor Liberio Andreatta :”I pellegrini di Fatima sono i pellegrini alla ricerca della Fede, alle risposte ai loro perché. A Fatima vi si reca l’uomo smarrito, colui che ha nostalgia interiore di un trascendente che vorrebbe incontrare, che non ritrova lungo le strade della vita, tra le persone vicine o nei luoghi di lavoro, ma che incontra andando a Fatima, luogo di silenzio, semplice e umile, senza grandi  segni esteriori, dove la notte si riesce a dialogare con la Madonna e il Signore che ti ascoltano e ti vedono“.

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