Napoli non si poteva  sottrarre a un obbligo di accoglienza rivolto al prossimo. Il mondo cattolico impegnato – quello che è sempre stato a metà strada tra l’impegno ecclesiale, sociale e politico – torna a muoversi, insieme alla associazione Virtus Italia con il sostegno del Movimento Cristiani Lavoratori, e e della Caritas, con la  nascita a Napoli del primo centro di accoglienza immigrati alla Via dei Tribunali 192, in un edificio messo a disposizione dalla Suore Venerine.

Alla Sala Arcivescovile di Napoli  la  conferenza stampa di presentazione del nuovo centro accoglienza, alla presenza del cardinale Crescenzio Sepe e del Presidente nazionale  della MCL,  Il Movimento Cristiano Lavoratori,  Carlo Costalli, un movimento di lavoratori cristiani, di solidarietà, volontariato e promozione sociale senza alcuna finalità di lucro. Presenti anche il presidente provinciale Michele Cutolo, il Questore di Napoli, Guido Marino, il Vice Prefetto Gabriella D’Orso, il Direttore regionale dell’Inail, Daniele Leone, il Responsabile del Dipartimento Area Metropolitana dell’INPS, Ciro Avallone,  e il Responsabile dell’ Ispettorato del Lavoro, Massimo Ragosta.

È  un  progetto di accoglienza che  sorge nel cuore di Napoli, alla Via dei Tribunali, 192, pronto ad ospitare sino a 100 immigrati.  La finalità del centro è rivolto ad accogliere gli ospiti in termini di protezione sociale e psicologica. Dopo 3 o 4 giorni di viaggio in mare in condizioni spesso disperate, vi è il momento dello sbarco vero e proprio,  con l’inizio di un protocollo operativo che in poche ore provvede a rifocillare i profughi, sottoponendoli alle prime visite sanitarie e mediche, e poi condotti nel centro che per loro diventa una casa. Oltre al naturale clima di serenità che deve sostenere l’integrazione iniziale degli ospiti immigrati, gli operatori del centro predispongono ospitalità nelle stanze e la fornitura di materiale iniziale, vestiti, biancheria, kit igienico e personale, cibo. Mediante i centri di accoglienza,  si   promuove l’affermazione dei principi cristiani nella vita, nella cultura, negli ordinamenti, nella legislazione, nell’ operare come movimento ecclesiale di testimonianza evangelica organizzata ed in fedeltà agli orientamenti del Magistero della Chiesa, consapevole di un suo specifico ruolo nella società.

Si accoglieranno gli immigrati, in una  struttura destinate a garantire un primo soccorso, una esigenza e una volontà dettata dalla crescita della popolazione immigrata in tutti i paesi europei, e, venute meno le illusioni che una grande e pacifica società multietnica potesse prendere forma senza traumi, è  diventato indispensabile pensare a una soluzione concreta  su come fronteggiare i continui flussi di immigrazione, operando in modo attivo perché tutte le persone che giungono sul nostro territorio siano accolte in modo da favorire la predisposizione a un rapporto di collaborazione degli immigrati con lo Stato e la popolazione ospite. D’altronde respingere gli immigrati irregolari che riescono ad accedere al nostro territorio, oltre che inumano, è impossibile o perfettamente inutile; invocare questa “misura” come risolutoria è mentire sapendo di farlo.  E il centro di accoglienza diventa un obiettivo di contenimento del danno e, perché no, di fare magari di necessità virtù.

La vera sfida sta nel riuscire a coniugare l’accoglienza con l’indispensabile rispetto della legalità, della solidarietà e della giustizia”, ha dichiarato il fondatore del MCL, sottolineando  poi che “chi affronta viaggi disperati non lo fa certo per turismo: ci sono situazioni di oggettiva rilevante drammaticità alle spalle di molti. Certo, insieme ai tanti onesti e disperati si infiltrano anche criminali e malavitosi, e per quelli è ovvio che si debbano far prevalere le sacrosante esigenze di giustizia e legalità, Sulla posizione della Chiesa in Italia si è equivocato molto, cercando di strattonarla da una parte o dall’altra secondo le convenienze. In realtà, le linee guida sono sempre quelle che ci vengono offerte dalla Dottrina Sociale: la prioritaria dignità della persona e la destinazione universale dei beni della terra”.

Si e compresa anche a Napoli la necessità di attivare una politica per gestire al meglio il fenomeno migratorio con un atto di coraggio, da saper progettare per  il futuro, guardando lontano nella consapevolezza che  nessun Paese da solo può ritenersi in grado di far fronte ai problemi migratori del nostro tempo. I poveri e i bisognosi  saranno sempre con noi; non si può interrompere una marea con una rete: neppure respingendoli li potremmo mai allontanare per sempre.

Dobbiamo lavorare per un’integrazione effettiva, evitando populismi inutili e dannosi che minano la coesione sociale – ha affermato Costalli -. I cattolici in questo senso hanno una grande responsabilità: siamo chiamati a lavorare per unire, per armonizzare, per rendere concreto il concetto di ‘bene comune’. Per questo servono dialogo e opere: noi del Mcl proseguiamo su questa strada, nel segno della pace e della centralità della persona umana“.

Il Cardinale Sepe esorta il popolo cattolico, anche sulle indicazioni di Papa Francesco mossosi in prima linea a sostegno del popolo immigrato,  a non assistere da spettatori ai cambiamenti che il Paese vive, compresa quella dei flussi migratori,  che se non sarà capace di gestire rischierà di vedere il proprio Paese  accartocciato su se stesso. “Occorre mettere una pietra sull’edificio della solidarietà, e non lasciare ai margini della società chi si sottopone a viaggi che da speranza si tramutano spesso i  viaggi di morte.  È ora di strutturare la speranza. L’era dei “tavoli” è finita, è ora di agire”, ha dichiarato il Cardinale, definendo il centro di accoglienza napoletano un altro miracolo napoletano, essendo sorto e progettato in soli venti giorni e  avendo già dato lavoro  a 50 persone disoccupate, tra uomini e donne, personale sanitario, mensa, vigilanza, ecc.

Il Cardinale Sepe ha difatti concluso la conferenza dicendo:”Bisogna credere ai miracoli, perché a Napoli siamo capaci di fare ogni tipo di miracolo, compreso questo del centro di accoglienza di Via dei Tribunali”.

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