Il Vino emoziona? Sembra scontata questa affermazione rispetto agli effetti che il vino provoca quando lo si beve. Invece, nuovi studi in materia di marketing stanno lavorando sugli stati emozionali dell’uomo prima del momento di accostare il bicchiere alla bocca. Le frontiere del Neuromarketing sono state illustrate a Vinitaly dagli esperti dell’Università IULM, dalla Marco Polo Experience in collaborazione con Vinitaly.

Lavorare sugli stati emozionali predegustazione è uno degli obiettivi principali del Neuromarketing. Bisogna lavorare sulle stimolazioni emotive. Cioè agire sulla corteccia orbito frontale del cervello, là dove le sensazioni sono di casa. Ne sono sicuri gli esperti che stanno lavorando sulle modalità di attrarre nuovi consumatori. Sino ad oggi tra gli elementi su cui lavorare c’è lo sguardo. Con specifici macchinari si sperimenta sulle reazioni provocate dall’osservazione di oggetti legati al singolo prodotto, ad esempio, l’etichetta, i colori e il posizionamento del Brand.

“Suscitare emozioni è fondamentale per catturare emozioni. Bisogna collegare i brand all’interno dei contesti. – ha dichiarato Marilisa Allegrini che e’ intervenuta al confronto – sono le variabili piccole che determinano le percezione del brand. Abbiamo fatto, ad esempio, degustazioni con non vedenti ed è stata una esperienza molto interessante”.

Tra gli strumenti del Neuromarketing quelli piu’ tradizionali, come l’Eye tracher fisso, che serve a verificare come e dove si fissa l’occhio. Le dilatazioni delle pupille cambiano a seconda del tipo di emozioni. I consumatori non esperti orientano gli occhi sulle certificazioni, la capienza della bottiglia ed il grado alcolico, mentre gli esperti controllano subito le annate. Le aspettative attivano parti diverse del cervello. Anche la voce, oltre gli occhi, serve ad emozionare. I racconti legati ai territori sono molto imporanti nel percorso di emozioni che deve sostenere la promozione del vino. Ma da monitorare, inoltre, respirazione, battito cardiaco e movimenti facciali. Importante da verificare è, inoltre, il tempo necessario ad intercettare il Brand. Queste tecniche innovative devono affiancare le tecniche classiche.

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