Un’occasione straordinaria per ammirare altre sculture del primo Novecento sarà offerta al grande pubblico giovedì 30 aprile alle ore 19 nello splendido scenario del Convento di San Domenico Maggiore. Saranno presentate per la prima volta due eccezionali sculture di Saverio Gatto (1877-1959) e diciassette opere di Lelio Gelli (1902-1975), artista fiorentino che, traferitosi a Napoli, formò un gran numero di giovani scultori partenopei.

 L’esposizione delle opere di Saverio Gatto e Lelio Gelli, due artisti italiani, napoletani d’adozione, aggiungono ancora un importante tassello alle iniziative promosse da Databenc (Distretto ad Alta TecnologiA per i BENi Culturali) per la riscoperta della scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento nell’ambito della mostra “Il Bello o il Vero”, ospitata a San Domenico Maggiore fino al 6 giugno.

Le mostre, a cura di Isabella Valente dell’Università di Napoli Federico II, sono realizzate in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

Saverio Gatto è fra le personalità più affascinanti del panorama artistico dell’800. Nato a Reggio Calabria il 15 agosto del 1877, nell’arco della sua lunga carriera approda a stili e soggetti differenti, aggiornandosi rispetto al verismo di base e attingendo a temi mitologici, futuristici ed espressionistici, fino alla collisione con le tematiche del Novecento. Trasferitosi a Napoli nel 1898 si iscrisse al Real Istituto di Belle Arti, dove seguì i corsi dello scultore Achille d’Orsi e del pittore Michele Cammarano, integrando la poetica dal vero appresa dai maestri con l’approfondimento della scultura classica a lungo studiata presso il Museo Archeologico di Napoli. Accostandosi alla cultura rinascimentale venne indotto a una trattazione dei temi mitologici, che divennero per lui nuovo simbolo della condizione umana. Zio del poeta Alfonso Gatto, affrontò la pittura e volse la propria attenzione alle novità del panorama internazionale.

Espose per ben cinque volte al Salon des Beaux Arts di Parigi (1906, 1907, 1908, 1909, 1911) e poi in molte città italiane ed europee: Barcellona, Lione, Monaco, Milano, Roma, Firenze, Torino, Napoli, Catanzaro, Reggio Calabria. Nel 1910 fu presente, con l’opera Offesa, “che designa un felice temperamento di scultore” (A. Lancellotti) alla Biennale di Venezia, alla quale partecipò per altre sette edizioni.

Lelio Gelli nasce a Firenze il 23 dicembre 1902. Allievo di Libero Andreotti, e suo assistente dal 1927, insegna nell’Istituto d’Arte fiorentino fino al 1938, per poi approdare, come titolare di scultura, all’Istituto d’Arte di Napoli, città dove resterà fino alla scomparsa, avvenuta, il 27 gennaio 1975. Espone nelle rassegne regionali toscane fin dal 1927 e nel 1929 esordisce in sede nazionale a Milano. Nel 1930 partecipa per la prima volta alla XVII Biennale di Venezia; sarà presente alle successive edizioni fino al 1942.

Gelli è già insegnante a Napoli quando, nel 1939, la III Quadriennale di Roma gli riserva uno spazio personale per sei opere (quattro marmi, una pietra e un bronzo), con lusinghieri giudizi della critica e due acquisti pubblici. Finita la guerra, sarà sempre più impegnato nel suo magistero presso l’Istituto d’Arte di Napoli e molte generazioni di allievi ne serberanno l’impronta e il devoto ricordo. Continuerà al tempo stesso, con tenace coerenza, la propria ricerca plastica, proponendosi con discrezione e assiduità al pubblico degli estimatori, fin dalla personale con Eugenio Viti alla Galleria Forti nel 1946 e poi via via partecipando ad appuntamenti nazionali e a rassegne cittadine.

A Napoli è possibile ammirare una sua importante opera del 1953 nella chiesa di Santa Chiara: un grande bassorilievo in pietra serena posto sull’altare della prima cappella a sinistra dedicata ai Caduti. Il programma degli eventi su www.ilbellooilvero.it.

Su www.ilbellooilvero.it è possibile inoltre collegarsi per visitare la mostra Il Bello o il Vero attraverso il Virtual Tour per passeggiare nelle sale godendosi in anteprima il piacere della visita da fare dal vivo.

Due opere inedite di Saverio Gatto e le sculture di Lelio Gelli

a cura di Isabella Valente

inaugurazione: giovedì 30 aprile ore 19,00

dal 30 aprile al 6 giugno

ore 11,00 – 19,00

Napoli, Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore

Nella foto  Lelio Gelli Dormiente 1932 statua in marmoCourtesy Databenc art photocredit Silvio Russino foto

 

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