Un fumetto per raccontare la storia e ripristinare la verità. Quella di uomini e territori, ammazzati i primi e depredati i secondi ad opera di un popolo, i piemontesi, che per annientare il Regno delle Due Sicilie non risparmiarono tragedie. E così questa volta a ricordare come andarono effettivamente le cose “La Coccarda Rossa 1861” , Edizioni Segni d’Autore, un graphic novel nato da un soggetto di Mauro Mercuri, che racconta di come gli ex soldati del Regno delle Due Sicilie, insieme ai contadini, si organizzarono in bande irregolari dopo l’Unità per combattere l’occupazione piemontese e che vennero infangati col marchio di “briganti”.

Tutto basato su fatti realmente accaduti racconta tramite i ricordi dell’ultimo Re delle Due Sicilie, Francesco II, le gesta di Nicola Cardone, un ex soldato borbonico, che ancora fedele al suo Re, organizza una banda per reagire all’occupazione del Meridione. In una Parigi del 1888, Rocco, un giovane emigrato meridionale, incontra in un caffè degli Champs Elisee, un anziano signore che crede di conoscere. Si avvicina, lo guarda negli occhi e immediatamente lo sguardo di quell’uomo, lo fa’ tornare con la mente a quando da ragazzino accompagnava suo zio a consegnare la verdura al palazzo reale di Napoli. Lì nel cortile, in una di quelle occasioni, vide Francesco II da vicino. Il Re mentre saliva in carrozza, salutò quel giovane laborioso strizzando l’occhiolino, Rocco emozionato, non dimenticò mai quel gesto e quello sguardo, lo stesso sguardo che aveva adesso davanti…

Il nome prende spunto dai simboli distintivi dei briganti, tra i quali anelli di zinco e coccarde rosse. Le stragi che i bersaglieri, piemontesi prima e unitari dopo, compivano sono state taciute da una censura che è durata decenni.

Più di cinquanta i testi consultati, che vanno da G. De Sivo ai più recenti, oltre a centinaia di documenti visionati presso i vari archivi. Un lavoro di ricerca durato quasi un anno, per consentire la realizzazione di un soggetto che riportasse nei minimi dettagli vicende realmente accadute. Infatti ogni pagina riporta avvenimenti riscontrabili nella bibliografia e nei documenti citati nell’ultima pagina, come ad esempio gli espedienti che usavano le bande per conoscere gli spostamenti delle truppe, o i travestimenti dei militari per i pedinamenti dei sospetti.  La copertina ad acquerello è di Rispoli.

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