Apre a Napoli la terza tappa della mostra su ‘La Grande Guerra’ di Intesa Sanpaolo. Nella sede di palazzo Zevallos, Gallerie d’Italia, in via Toledo sono esposte ottanta opere che raccontano la nascita della comunicazione nel periodo del primo conflitto mondiale. Dopo Milano e Verona dove sono esposte opere di artisti e di soldato artisti è la volta di Napoli con un percorso speciale in programma sino al 3 agosto e che intende offrire uno spaccato importante di quella dolorosa vicenda.

Società, propaganda, consenso è il titolo della sezione della mostra ospitata a Napoli alle Gallerie d’Italia, Palazzo Zevallos Stigliano dal 3 aprile al 23 agosto 2015, che racconta il ruolo della propaganda e la risposta sociale a essa, proiettando lo spettatore nel clima martellante, nel ritmo frenetico e nei diversi linguaggi visivi e verbali di quegli anni.

Protagonisti sono quindi non la successione degli eventi bellici o politici, che rimangono come scenario ineludibile, ma quello che si vuole far percepire, le emozioni e le azioni che si vogliono suscitare lontano dal fronte: la pietà, l’orrore, la rabbia, l’orgoglio, il riscatto, prima e dopo la sconfitta di Caporetto, con la nuova presa di coscienza che ne conseguì da parte dell’intero paese.

In mostra i manifesti dell’epoca – realizzati anche da artisti come Marcello Dudovich, Achille Luciano Mauzan, Duilio Cambellotti – allora usati come strumento privilegiato di comunicazione, di ricerca di consenso e anche di sostegno economico, attraverso le sei campagne per i prestiti nazionali che vennero indette tra il 1915 e il 1919.

Un efficace mezzo di propaganda allora considerato all’avanguardia, e che si rivelò utilissimo per far sentire coesa e partecipe la popolazione, per responsabilizzarla, per avvertirla dei pericoli imminenti, per convincerla ad adottare particolari precauzioni o, appunto, a fornire supporto economico al paese e aiuti di vario genere.

Un allestimento multimediale, con sonoro, filmati originali e proiezioni grafiche tratte da riviste e giornali d’epoca, affianca l’evolversi dell’atmosfera e dell’umore del “fronte interno”. Ad accompagnare il visitatore tra i differenti approcci psicologici e sociali alla guerra, anche un continuo confronto con i manifesti stranieri, il ricorso a brani musicali, che testimoniano l’enorme diffusione del tema della guerra anche nel campo della musica – dalle composizioni d’autore, ai brani popolari, ai canti di guerra – e un focus sullo straordinario, nuovo linguaggio del Novecento, che ha allora nella Grande Guerra uno dei temi di maggior successo: il cinema.

Nell’ambito delle manifestazioni organizzate in Europa per la ricorrenza del Centenario della Prima guerra mondiale e in concomitanza con Expo 2015, Intesa Sanpaolo presenta il progetto espositivo La Grande Guerra. Arte Luoghi Propaganda. Inserita nell’ambito del programma nazionale delle commemorazioni per il Centenario sotto l’egida della Presidenza del Consigliodei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di Interesse Nazionale e con il patrocinio del Ministerodei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nonché del Ministero della Difesa, la mostra si articola nelleGallerie d’Italia, sedi museali della Banca a Milano, Napoli e Vicenza e racconta, attraverso gli occhi degliartisti del tempo, come l’Italia precipiti nella guerra, viva il conflitto e vi reagisca.Curata daFernando MazzoccaconFrancesco LeoneeAnna Villari, con il coordinamento generalediGianfranco Brunelli,La Grande Guerra. Arte Luoghi Propagandasarà aperta al pubblico dal 1°aprile alle Gallerie di Piazza Scala a Milano, dal 3 aprile alle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli edi Palazzo Leoni Montanari a Vicenza, e chiuderà il 23 agosto.
La mostra propone unosguardo nuovo- quello degli artisti – su un periodo che va dallaBelle Époqueal Fascismo, uno sguardo che svela le tensioni sociali ed esistenziali che precedettero e portarono a unconflitto di entità mai vista e che, successivamente, nel tentativo di ricostruire un ordine dopo il caos condussero al Fascismo. Lo sguardo dei pittori-soldato impegnati al fronte, da dove descrivono umanitàferita, paesaggi modificati e luoghi di battaglia che ancora oggi portano il segno della distruzione, rivelatodalla fotografia contemporanea. Lo sguardo sui muri delle strade cittadine da dove la propaganda dilagaoltre le pagine dei giornali, con immediatezza ed efficacia, per coinvolgere e suscitare il consenso di una popolazione, lontana e spesso ignara, chiamata in nome dell’Amor di Patria e del senso del dovere a offriresupporto economico e aiuti di vario genere alla macchina della guerra. Il racconto della fine di un’epocaattraverso l’incontro con grandi artisti italiani e capolavori mai visti, che hanno cambiato l’arte dell’Italia tra un secolo e l’altro. Un percorso per comprendere quanto la Grande Guerra debba considerarsi come il decisivo punto di svolta rispetto alla civiltà ottocentesca e, di fatto, la porta di ingresso del mondo a noicontemporaneo.
A fianco del personale del Gruppo Intesa Sanpaolo, la realizzazione della mostra ha impegnato più di 150 persone tra studiosi, giovani storici dell’arte, architetti, restauratori, corniciai, grafici, traduttori. Le iniziative collaterali previste per tutta la sua durata vedranno al lavoro un altro centinaio di persone trastorici dell’arte, attori e musicisti, per la realizzazione, nelle tre sedi, di attività culturali, didattiche e di approfondimentodestinate a coinvolgere i pubblici più diversificati. Un ruolo importante è affidato anche alla multimedialità che offrirà ai visitatori la possibilità di approfondimenti e di percorsi paralleli e complementari a quello espositivo tradizionale.
La Grande Guerra , che espone in totale quasi 500 opere – provenienti dalle collezioni di una sessantina di Musei pubblici italiani e stranieri e da una trentina di collezioni private – ha richiesto per oltre 100 di esse il restauro il cui costo, per un totale di 170.000 euro, è stato sostenuto dalla Banca. Nell’ampio Salone Scala delle Gallerie milanesi, si potranno ammirare capolavori raramente o mai esposti, in quanto la loro dimensione imponente rende difficoltoso non solo il trasporto ma anche un allestimento che li supporti e li valorizzi, consentendone la fruizione pubblica.
Una importante rassegna cinematografica sul tema della Grande Guerra, in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana di Milano, presenta oltre sessanta titoli realizzati in un arco di tempo che va dagli anni Dieci del Novecento ai giorni nostri. La rassegna, in corso presso le Gallerie di Piazza Scala a Milano fino al 30 luglio, verrà in parte proposta anche presso le Gallerie d’Italia di Vicenza e Napoli. Per ampiezza, diversità, rarità e qualità delle opere, il programma cinematografico è uno dei più esaustivi maiprogettati sull’argomento. Documentari si alternano a opere d’invenzione, pellicole indimenticabili – che dimostrano quanto l’Italia abbia partecipato all’affermazione del cinema muto – si affiancano a film più recenti, aiutando a seguire le mutazioni di un linguaggio che si confronta nel tempo con uno dei momenti più sconvolgenti della storia dell’umanità. Nelle tre sedi il visitatore avrà la possibilità di approfondire diversi aspetti artistici legati alla rappresentazione del conflitto, dagli anni che lo precedettero sino a quelli che lo seguirono, e che portarono al Fascismo.

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