“Sì quid opus fuerit, cittis. ..(se c’è bisogno di qualcosa aggiungilo). Io ho aggiunto all’osservazione opere d’arte e di grandi ricette, la mia fantasia”. Questo è l’incipit de “Il Grand Food , l’arte mangiata, percorsi di gastronomina artistica in Campania”, di Elisabetta Donadono, guida non tradizionale all’arte e alla cucina campana.
Successo di pubblico, con la Cappella del Real Monte Manso di Scala in Napoli, piena in ogni ordine di posti: tutti sono accorsi, come in un abbraccio caloroso, la mattina di sabato 16 aprile alla presentazione del Grand Food dell’autrice napoletana, Elisabetta Donadono, giornalista e comunicatrice pubblica, di stima, grinta, simpatia e affetto diffuso.
Alla presentazione, moderata dal giornalista Giuseppe Crimaldi, sono stati presenti: Luciano Garella, soprintendente Belle Arti e Paesaggio per Comune e Provincia di Napoli, Alessandro Ippoliti dell’ Università degli Studi di Ferrara, Aldo Putignano, direttore di Homo Scrivens, Augusto Cattaneo, Governatore Decano del Real Monte Manso di Scala. A seguire, dopo la presentazione, gli ospiti si sono trattenuti, partecipando a una degustazione di vino e olio, in cui la stessa autrice ha vestito i panni del sommelier.
Un libro che in poco ore, ha già il sapore del successo: “Napoli e la Campania mete privilegiate del Grand Food, non soltanto per le bellezze paesaggistiche, monumentali e artistiche, ma anche per quella tradizione culinaria nata in Campania e stratificata in secoli di ricette e sperimentazioni, creatività rivisitazioni di antichi sapori. Il tutto narrato in maniera non scontata, scovato luoghi non sempre noti, e riaprendo con la fantasia portoni di un passato, non così lontano come si creerebbe”, come ne racconta Maurizio De Giovanni, nella prefazione.
Luciano Garella, soprintendente di Napoli, nel suo intervento ha ricordato che questa è la “prima patrocinazione di un libro a contenuto enogastronomico, con profumo di cultura …conosco da poco l’autrice Elisabetta Donadono, di lei ho avuto modo di apprezzare entusiasmo, interesse alla cultura e alle bellezze della città in maniera non consueta. In Elisabetta Donadono si ritrova l’amica, l’alleata, la forza a sostegno del lavoro. Il Grand Food, un evoluzione artistica per fare cucina e gustare la cucina”. “Un libro di storia, perché si occupa di architettura, che parte da una idea creativa per la realizzazione di qualcosa di iirripetibile: parole calibrate, scelte con spirito giornalistico, ma anche storico, dando senso ad ogni termine che viene ad essere utilizzato. Il Grand Food, non un libro di ricette, ma un manuale della cucina, perchè ha una consapevolezza profonda e fatto in maniera convincente” , secondo Alessandro Ippolito, dell’Università degli studi di Ferrara. Soddisfazione espressa da parte di Aldo Putignano, editore di Homo Scrivens : “Napoli aveva bisogno di uno spazio editoriale proprio: il Grand Food, una passeggiata culturale di 40 tappe che parte da Capodimonte e finisce a Santa Chiara, un percorso come un invito a non perdersi”.
Elisabetta Donadono, l’energia positiva fatta persona, emozionata e felice alla presentazione al pubblico del suo libro, progettato nel 2012, e curato nell’originalità e nel dettaglio; il suo Grand Food,colorato e profumato, dedicato al papà Silvio, sempre e per sempre presente nella sua vita; come nel ricordo, da lei stessa citato nel corso della presentazione, di quando la mamma Clara cucinava, ed il papà, amante del bello, nel guardarla in opera, diceva che “tutto è bello, anche un piatto”.
“Promuovere la cucina, raccontando le cose positive… un viaggio immaginario senza pretesa storica, culinaria e artistica, ma con la voglia di raccontare il bello, il positivo di questa parte d’Italia. Sensazioni, emozioni, appunti dai taccuini…il Grand Food non nasce a Napoli, ma decide di restare a Napoli, come esempio per tutti quelli che scelgono di lasciare Napoli, non comprendendo che invece è proprio qui che c’è bellezza e meraviglia unica al mondo”, ha dichiarato l’autrice, “Oggi ho vissuto una giornata di grande bellezza! Le numerose persone intervenute alla presentazione del mio libro mi confermano che questa città può essere sempre più grande di quello che è”.
Foto di Emanuela Scotti

Commenti

commenti