In mostra il fondatore del Calcio Napoli all’Archivio di Stato di Napoli. Fotografie ed documenti inediti in esposizione dal 14 al 28 febbraio per raccontare uno spaccato della Napoli di personaggi illustri come Giorgio Ascarelli nell’ambito della seconda tappa della mostra “La Comunità Ebraica di Napoli, 1864/2014:  150 anni di storia”.  In mostra le piante del primo stadio di Napoli fatto costruire da Giorgio Acarelli. Tra le tante curiosità, un fascicolo, anch’esso inedito, della Questura, proprio su Ascarelli, scagionato dalle accuse di essere un sovversivo poiché iscritto al partito socialista. Ancora molte testimonianze della vita imprenditoriale ebraica, attraverso fotografie, oggetti e documenti d’epoca.

Negli spazi del Chiostro del Platano, proprio nel cuore dei quartieri che videro il fiorire delle antiche giudecche dal VI secolo d.C. alla cacciata dal Viceregno Spagnolo, nelle aree di San Marcellino e Porta Nova, si ripropone l’allestimento della mostra inaugurata lo scorso novembre alla Biblioteca Nazionale, riveduta ed ampliata nei contenuti.

Si parte dalla nascita di questi quartieri, rimasti cuore della vita ebraica fino alla grande cacciata degli ebrei nel 1510.

Numerosi documenti mai esposti finora raccontano la riammissione degli ebrei nel Regno nel 1740, sotto il governo di Carlo di Borbone, e la successiva espulsione nel 1746.

Ampio spazio è dedicato alla vicenda della famiglia di banchieri tedeschi Rothschild, artefici della rinascita della vita comunitaria, primi a prendere in fitto i locali dove tutt’oggi la Sinagoga ha sede, in seguito acquistati con il contributo di tutti gli iscritti. In mostra troviamo la corrispondenza dei fratelli James e Carl Rothschild in merito al prestito accordato al Regno delle due Sicilie, così come le piante ed i prospetti della sede della loro banca aperta a Chiaia, quelli della Villa, oggi Pignatelli, dove presero dimora, ed il bellissimo ritratto della figlia di Carl, Charlotte, del pittore Moritz Oppenheim, e sullo sfondo un golfo di Napoli da cartolina.

Molti i personaggi illustri, rabbini ed imprenditori che presero parte attivamente alla vita comunitaria. Tra i tanti ricordiamo l’amatissimo Rabbino Kahn, tra i primi ad interessarsi a studi di archeologia che definissero il ruolo degli ebrei a Pompei e nell’impero romano.

Il capitolo doloroso delle leggi razziali e della Shoah è trattato in un’ampia sezione dove si è scelto di narrare la vicenda dei Procaccia, un’intera famiglia fuggita da Napoli a Lucca e da lì deportata e sterminata ad Auschwitz.

La rinascita nel dopoguerra è infine documentata attraverso diverse testimonianze di vita e di incontri importanti, come  la storica visita alla Sinagoga del Cardinale Ursi, primo uomo di Chiesa a mettere piede nel 1966  in un luogo di culto ebraico.

All’inaugurazione interverranno, Imma Ascione, Direttrice dell’Archivio di  Stato, Simonetta Buttò, Direttrice della Biblioteca Nazionale, Elda Morlicchio, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli l’Orientale, il Consigliere dell’Unione della Comunità Ebraiche Italiane Sandro Temin, il Presidente della Comunità Ebraica di Napoli, Pier Luigi Campagnano e Giancarlo Lacerenza, del Centro di studi ebraici dell’Università l’Orientale, curatore della mostra.

La mostra sarà aperta dal 14 gennaio al 28 febbraio il lunedì e il giovedì alle 9.30 e alle 11.30.

Ingresso gratuito.

Visite guidate alla mostra su prenotazione: tel. 0815638256 e-mail: as-na@beniculturali.it

Per le scuole 0817643480 – napoliebraica@gmail.com

Commenti

commenti