Francesco da Paola, il santo invisibile ed il re di Napoli, Ferrante d’Aragona

“Francesco Da Paola, tra spiritualità  biblica e penitenza ascetica”, il 28 aprile alla Facoltà Teologica di Capodimonte, al Viale Colli Aminei, n.2,  un convegno di studi sul Santo Fondatore organizzato in  occasione del VI centenario della nascita di San Francesco da Paola e del sessantesimo anno di erezione della Provincia religiosa Santa Maria della Stella dell’Ordine dei Frati Minimi.

L’evento avrà inizio a partire dalle ore 9.30. Dopo il saluto del  Correttore Provinciale dell’Ordine dei Minimi Padre Damiano La Rosa, vedrà avvicendarsi gli interventi di noti studiosi, come il biblista Gaetano Di Palma (vice preside della Facoltà), il filosofo Pasquale Giustiniani, i teologi Giuseppe Falanga, Emilio Salatino e Gianfranco Scarpitta. Nell’ambito del convegno, alle ore 11.45, avrà luogo la presentazione del libro “Apocalisse” con immagini di Francesco Lucrezi.

La vita di Francesco da Paola fu avvolta in un’aura di soprannaturale dalla nascita alla morte. Nacque a Paola (Cosenza) nel 1416 da genitori in età avanzata devoti di san Francesco, che proprio all’intercessione del santo di Assisi attribuirono la nascita del loro bambino. Di qui il nome e la decisione di indirizzarlo alla vita religiosa nell’ordine francescano. Dopo un anno di prova, tuttavia, il giovane lasciò il convento e proseguì la sua ricerca vocazionale con viaggi e pellegrinaggi. Scelse infine la vita eremitica e si ritirò a Paola in un territorio di proprietà della famiglia. Qui si dedicò alla contemplazione e alle mortificazioni corporali, suscitando stupore e ammirazione tra i concittadini. Ben presto iniziarono ad affluire al suo eremo molte persone desiderose di porsi sotto la sua guida spirituale. Seguirono la fondazione di numerosi eremi e la nascita della congregazione eremitica paolana detta anche Ordine dei Minimi. La sua approvazione fu agevolata dalla grande fama di taumaturgo di Francesco che operava prodigi a favore di tutti, in particolare dei poveri e degli oppressi.

Risanava gli infermi, aiutava i bisognosi, ‘risuscitò’ il suo nipote Nicola, giovane figlio della sorella Brigida, anche suo padre Giacomo Alessio, rimasto vedovo entrò a far parte degli eremiti, diventando discepolo di suo figlio fino alla morte. Francesco alzava spesso la voce contro i potenti in favore degli oppressi, le sue prediche e invettive erano violente, per cui fu ritenuto pericoloso e sovversivo dal re di Napoli Ferdinando I (detto Ferrante) d’Aragona, che mandò i suoi soldati per farlo zittire, ma essi non poterono fare niente, perché il santo eremita si rendeva invisibile ai loro occhi; il re alla fine si calmò, diede disposizione che Francesco poteva aprire quanti conventi volesse, anzi lo invitò ad aprirne uno a Napoli (un’altro era stato già aperto nel 1480 a Castellammare di Stabia.

Lo stupore per i miracoli giunse fino in Francia, alla corte di Luigi XI, allora infermo. Il re chiese al papa Sisto IV di far arrivare l’eremita paolano al suo capezzale. L’obbedienza prestata dal solitario costretto ad abbandonare l’eremo per trasferirsi a corte fu gravosa ma feconda. Luigi XI non ottenne la guarigione, Francesco fu tuttavia ben voluto ed avviò un periodo di rapporti favorevoli tra il papato e la corte francese. Nei 25 anni che restò in Francia egli rimase un uomo di Dio, un riformatore della vita religiosa. Morì nei pressi di Tours il 2 aprile 1507.

«In occasione del VI centenario della nascita del Santo Fondatore – ha dichiarato Papa Francesco nel suo messaggio alla Provincia religiosa di S. Maria della Stella – auspico che la sua luminosa testimonianza sia per l’Ordine dei Minimi e dei fedeli suoi devoti un particolare tempo di grazia per rinnovare la fedeltà al carisma proprio della benemerita Famiglia religiosa, nella gioiosa donazione di sé a Dio e ai fratelli. Esorto perciò tutti i frati Minimi della Provincia Religiosa S. Maria della Stella e i devoti del Santo a vivere, nello spirito dell’Ordine, l’opzione per i poveri […]».

 

 

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