Una sera d’estate in un museo del brigantaggio, di un borgo come Itri, oggi provincia di Latina, un tempo Terra di Lavoro, con i discendenti di uno dei miti della storia del Sud, Fra Diavolo, è l’occasione per riflettere senza censure sulla memoria cancellata. Oltre una quindicina di parenti tra giovani e meno giovani con il cognome Pezza, ben quattro con il nome, Michele, hanno preso parte alla serata “Fra Diavolo: Album di Famiglia” nell’ambito della seconda edizione del festival ‘La Terra dei Briganti’ che si conclude il 30 agosto ad Itri.

Era un uomo che ha combattuto per la sua terra. Un eroe la cui vicenda deve essere raccontata correttamente. Gli stessi nemici lo hanno fatto” spiega Michele Pezza medico beneventano che nel suo studio conserva il dipinto originale dell’avo. “Ha lottato per salvare dall’invasione francese i suoi concittadini prima, e poi le popolazioni meridionali. Coraggio, dignità, capacità di capire il nemico gli hanno attribuito grande fama già in vita”.

E’ stato difficile parlare, scrivere, raccontare di Fra Diavolo – afferma la professoressa  Maria Alba Pezza, autrice del libro ‘Fra Diavolo in valigia’ – ma noi proseguiamo nel nostro compito di ristabilire la verità. Si deve chiarire che è stato un partigiano, un uomo dalla grandissima dignità, lealtà e coraggio. Ha scelto sempre di combattere contro le ingiustizie. I francesi invasero, distrussero, stuprarono, ammazzarono e la gente al seguito di Fra Diavolo reagì. La sua figura, la sua storia, la sua vicenda è stata spesso al centro di false rappresentazioni, omissioni, bugie e racconti non veri. Dobbiamo proseguire nel lavoro di divulgazione e conoscenza”.

Fra Diavolo, Michele Pezza, nacque ad Itri, il 7 aprile 1771 e morì impiccato a Napoli per mano dei francesi l’11 novembre 1806. La sua vivacità sin da piccolo ed un voto della madre furono il motivo del suo soprannome. Sin da ragazzo dimostrò coraggio, determinazione e tenacia. I francesi gli ammazzarono, nel 1798, il padre.  Nominato capitano dell’esercito borbonico, poi duca di Cassano, fu sempre fedele al popolo ed al Re. Le sue gesta sono entrate nella storia perché riuscì tantissime volte a tenere testa all’esercito francese con azioni di guerriglia. Gli storici gli riconoscono grandi capacità militari, avendo inventato per primo, per combattere i francesi, azioni mirate ed a sorpresa di piccoli gruppi di uomini.

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