Restaurata la fontana del Formiello dopo quattro mesi di lavoro ad opera dell’Associazione “Le due sirene” presieduta da Valeria Iodice che con la sorella Ilaria ha promosso l’intervento. In corso ancora il restauro del San Gennaro di Santa Caterina a Formiello. L’Associazione ha stanziato circa 70 mila euro per il restauro di entrambi i monumenti.

Il nome  della fontana da Formello o Formiello, perché fu edificata nei pressi di un canale d’acqua il Formale che riforniva i molini privati della zona. Fu fatta costruire dalla regina Giovanna I, e nei secoli subì una serie di trasformazioni ed oggi è esposta addossata ad un lato delle mura di Castel Capuano. La fontana, infatti, fu costruita nel 1490 come abbeveratoio per i cavali fu rifatta più tardi da Michele De Guido.

Il monumento a San Gennaro, invece, fu realizzato per ringraziarlo di aver placato la furia del Vesuvio nel 1631 e fu fatta realizzare a Lorenzo Vaccaro e poi al figlio Domenico Antonio Vaccaro. Qui il Santo guarda il Vesuvio quasi a volerlo sfidare. L’edicola votiva si trova dinanzi una chiesa molto importante per Napoli: Santa Caterina a Formiello, la patrona dei filosofi che è tra le sante più venerate in passato a Napoli.

La vicina chiesa fu realizzata su disegno dell’architetto Romolo Balsimelli, discepolo del Brunelleschi.  La struttura della chiesa a croce latina ed a navata unica dove si aprono molteplici cappelle, ha subito cambiamenti nel XVII. Molto bello l’affresco della volta di Luigi Garzi e da ammirare anche il pulpito ed il pavimento di Francesco Antonio Landolfi che utilizzò varie lastre sepolcrali cinquecentesche. Nel complesso vi era una importante biblioteca, i cui libri furono trafugati in Francia dal generale Championnet nel 1799.  La fontana è chiamata del Formiello per l’acquedotto che la riforniva.

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