La Fondazione Napoli  Novantanove compie trenta anni e programma una mattinata breve, ma intensa, una riflessione a più voci con la partecipazione del Ministro Dario Franceschini.

Il rapporto della Fondazione con Napoli e il Sud è stato di sicuro un rapporto cadenzato sulla storia, sull’arte, sul versante utopico della politica, sulla possibilità di un riscatto della polis, sul dialogo ravvicinato con la  parte vitale e giovane della società meridionale, e su molto altro ancora. Il tutto però svolto in termini scientifici, non velleitari o propagandistici o illusori. Infatti, se la storia dell’arte non procede con e nella scienza non può aprire le porte della conoscenza, anche del fantastico, anche dell’impegno civile, altrimenti non si capirebbe il senso stesso della nozione di bene culturale. Studiosi e intellettuali furono molti degli illuministi napoletani, compresi quelli del 1799, sconfitti certamente…ma la grandezza di Napoli non è la somma delle sue sconfitte?

I temi che si affrontano in questa occasione non sono parole vuote perché il lavoro di trenta anni della Fondazione le ha riempite di fatti e di azioni concrete. Oggi, il valore del rapporto tra beni culturali e turismo, gli effetti di entrambi sulle città, viene presentato, con tutti i  problemi irrisolti, dai nuovi arrivati sulla scena,  come novità. Ma la nostra esperienza e di tanti che, in questi anni, ci hanno lavorato è un’occasione per una riflessione, anche critica, che possa contribuire ad individuare nuovi percorsi.

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