Per affrancarsi dalla dipendenza estera nella produzione dei rotabili soprattutto dagli inglesi, Ferdinando II di Borbone, fece costruire a Pietrarsa sulla costa tra Portici e Napoli la prima fabbrica per la costruzione delle locomotive. Correva l’anno 1840 e Ferdinando ordinò l’acquisto di un terreno per la costruzione della fabbrica di Pietrarsa. Decise così di rendere il Sud d’Italia, il Regno delle due Sicilie, ancora più grande ed autonomo sganciandolo dalla supremazia tecnologica di Inghiltera e Francia. Ferdinando ‘anticipò di 177 anni l’attuale Brexit inglese’. Forse un paragone un po’ azzardato. Un paragone che però fa comprendere come nel corso della prima rivoluzione industriale, Ferdinando sfidò gli inglesi che nel settore delle locomotive erano all’avanguardia.  Già due anni prima, 3 ottobre 1839 nel Regno delle due Sicilie veniva inaugurata la prima strada ferrata d’Italia: Napoli-Portici ed il tragitto fu percorso da due convogli progettati dall’ingegnere Armand Bayard de la Vingtrie, su prototipo dell’inglese George Stephenson. Ferdinando II di Borbone comprese che il progetto doveva proseguire costruendo anche una fabbrica di locomotive e servizi alle locomotive. E così diede il via al meraviglioso progetto che fece di Pietrarsa una fabbrica modello in funzione sino al 15 novembre 1975, visitata da Zar e Papi, e dove oggi la sua statua ricorda il via alla costruzione.

La statua del re borbone in ghisa, opera maestosa di Pasquale Ricca, e tra le più grandi del genere è stata appena restaurata ed è stata al centro della visita che il presidente, Sergio Mattarella, ha svolto, oggi. Una visita per celebrare il restauro del complesso borbonico che dal 1989 è Museo Nazionale di Pietrarsa delle Ferrovie dello Stato. Il Museo Ferroviario di Pietrarsa è stato interessato da interventi di restauro sia sulle imponenti architetture ottocentesche dei padiglioni, sia degli ampi spazi sul mare del Golfo di Napoli. Oltre al restauro dei padiglioni espositivi, vi è stata la revisione della pavimentaizone in pietra lavica, l’instazzione di un nuovo parapetto in vetro sul lungomare per una maggiore fruibilità del sito, il restauro della pensilina ottocentesca in ghisa ‘Fiorenzuola’ con nuovo impianto di illuminazione, sistemazione del giardino con piantumazione di nuove eesenze.  Concluso il restauro architettonico è iniziato quello delle locomotive storiche come la locomotiva a vapore 685.068. L’investimento complessivo è stato pari a 15 milioni di euro. Sergio Mattarella per l’occasione è arrivato al museo lungo l’antica linea ferroviaria ed a bordo del treno presidenziale fermo dal 1974.

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