Dalle arature del Neolitico lungo i pendii che dalla collina di San Martino raggiungevano via Toledo alle ceramiche di epoca Aragonsese. La stazione di Neoapolis a ridosso del Museo Archeologico di Napoli e della stazione Museo di Napoli è uno scrigno poco conosciuto ma che in oltre dieci anni di vita espone gran parte dei 4 milioni di reperti storici ritrovati nel corso degli scavi della linea 1 e 6 per la costruzione delle metropolitane di Napoli e degli scavi fatti a Napoli nel centro storico a partire dalla fine Ottocento a seguito degli interventi di risanamento. Ed è un percorso storico archeologico che attraversa a sei momenti storici principali: Napoli preostorica, IV millennio a.C. del quale  si ritrovano i segni dei villaggi agricoli sul terreno arato rinvenuto durante gli scavi. E’ una storia che racconta di una Napoli ricoperta di querce, poi disboscata ed arata, i solchi sovrapposti sono pervenuti grazie anche ad una eruzione che colpì la zona dei Campi Flegrei e che intrappolò i frammenti dei vasi di impasto. La tappa successiva è nella Napoli Greca, VIII-IV secolo a.C. quando i coloni cumani fondarono lungo la collina di Pizzofalcone e sull’isolotto di Megaride, Parthenope. Tra la fine del VI e l’inizio del V sec. a.C. fondarono nell’attuale centro storico Neapolis ‘la città nuova’ le cui mura andavano da Forcella fino a Mezzocannone, il mare occupava le aree di Municipio e piazza Bovio. Poi è la volta della Napoli romana, III secolo a.C.-V secolo d.C., e la storia di questa fase importantissima di Napoli è svelata dalla gran parte dei reperti esposti, ritrovati nel bacino portuale di Neapolis: a piazza Municipio i relitti di medio tonnellaggio, e un horeia, usato nei porti per il carico e scarico delle merci e per la pesca, a piazza Bovio e Municipio rinvenute, invece, numerose anfore e ceramiche. Napoli tardo antica V-XI secolo d.C., quando ci fu l’avanzamento della linea costiera a causa del fenomeno dell’insabbiamento. Napoli medioevale XII-XV secolo d.C. quando a ridosso della successiva piazza Nicola Amore fu edificato un nuovo quartiere dal quale provengono numerosi reperti di ceramica e vetro.  La Napoli Aragonese e vicereale XV-XVII secolo è esposta attraverso i reperti provenienti dalla cortina del Castel Nuovo. Al vicereame di Don Pedro di Toledo risalgono i rinvenimenti  presso Duomo, Università, Toledo, con facciate di palazzi, maioliche ed altre meraviglie.

A fare da Ciceroni anzi da ‘Cicerone’ ai visitatori che hanno preso parte alle Giornate FAI di Primavera le alunne del liceo classico di Napoli Sannazzaro Chiara D’Anna, Ilaria Puglia, Lara Celentano, Candida Cuzzolino e Sveva Esposito (nella foto).

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