Metti una talentuosa film maker con una squadra di bravissimi collaboratori, una storia su soggetto dell’attrice Adele Pandolfi ed il corto di animazione è fatto. Un cortometraggio, il terzo della carriera di Maria Di Razza, dopo Ipazia e Forbici, che spiazza per la delicatezza della regia e dello strumento scelto rispetto al tema: il voler essere diverse rifacendosi il look attraverso la chirurgia plastica. Ma Maria Di Razza sa mettere insieme i diversi aspetti con tatto, delicatezza e facendo quasi apparire questa scelta normale. Lo fa raccontano, attraverso l’animazione, una storia alla quale oramai da tempo ci siamo abituati. Scegliere di cambiarsi, naso, orecchie e tante altre parti del corpo. La normalità si trasforma in delirio, grazie al corto, in bianco e nero, dove il linguaggio cinematografico espone al pubblico con una sequenza di immagini, quasi parole essenza, in maniera diretta, una condizione terrorizzante. La normalità della scelta è stravolta dal ritmo delle sequenze  e dal finale, individuato in corso d’opera con l’autrice del soggetto, la Pandolfi: “Sono molto emozionata  – ha detto parlando del corto – perché Maria ha saputo trasformare in opera quello che era soltanto un racconto che avevo da tempo nel cassetto”.

Ho forse sintetizzato – dichiara Maria Di Razza presentando in anteprima il lavoro al cinema La Perla di Napoli, evento coordinato da Giuseppe Borronequalcosa che avevo dentro da bambina il non piacermi. Poi crescendo ho compreso di dovermi accettare e poi un giorno andando a casa di Adele Pandolfi ed ascoltando questa storia scritta da lei ho avuto l’idea di far nascere ‘Facing off’. Un lavoro complesso e che mi ha preso molto tempo”.

E se nel corto Forbici che avuto successo le donne erano vittime degli uomini, in questo lavoro le donne sono vittime di se stesse. Un segno dell’intelligenza di una regista che non si ferma a guardare un unico volto dell’essere umano, non lo ghettizza in questioni di genere, ma affronta con coraggio anche il tema del non piacersi e di cercare di essere altre.

Nel corso della serata al cinema La Perla di Napoli è seguita la proiezione di “Frammenti d’amore per OIDA film partecipato” (18’), anticipazione di una selezione di contributi che faranno parte del film partecipato “Oggi insieme domani anche” a cura di Antonietta De Lillo e attualmente in fase di montaggio. Tra questi la visione di “Forbici”, primo cortometraggio di animazione di Maria Di Razza sul tema del femminicidio e vincitore di una menzione speciale ai Nastri d’Argento 2014. E’ seguito un dibattito con la regista Maria Di Razza e con Antonietta De Lillo, ideatrice del film partecipato.

L’idea del film partecipato è quella di non volersi chiudere nel proprio lavoro – ha affermato Antonietta De Lillo – ma pensare al lavoro in senso collettivo dando ognuno il proprio contributo. E’ la collettività della narrazione che deve essere percorso sino in fondo per individuare strade nuove”.

 

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