Nusco il cuore dell’Irpinia in Campania festeggia la notte di Sant’Antonio Abate con una due giorni, oggi e domani, che ha appena preso il via con un incontri laboratori e stand artigianali. La preparazione delle cataste di legna è una delle attrattive più interessanti. E’ l’intero paese ad essere ‘acceso’ piazze e strade con falò e bracieri illuminano questa straordinaria notte. Una semplice operazione iniziata sin dal primo pomeriggio. Il weekend attira numerosi turisti giunti da fuori per prendere parte alla festa di inizio Gennaio.

L’evento che in Irpinia come nel resto della Campania e del Sud si tramanda da secoli ed una memoria laico-religiosa che prende le forme di feste contadine, benedizioni di animali ed eventi enogastronomici.

Da secoli il 17 gennaio in occasione della festa del santo che è patrono degli animali si usa in molte località accendere i “focarazzi” o “ceppi” o “falò di s. Antonio”, che hanno simbolicamente una funzione purificatrice e fecondatrice, come tutti i fuochi che rappresentano il passaggio dall’inverno alla imminente primavera. Le ceneri, un tempo, raccolte nei bracieri casalinghi di una volta, servivano a riscaldare la casa e con apposita campana fatta con listelli di legni ad asciugare i panni umidi. Napoli e la Campania rispettano la tradizione popolare dei fuochi e della benedizione degli animali in occasione della festa di S. Antonio abate il 17 gennaio di ogni anno. Nel corso della giornata si portano a benedire gli animali mentre all’imbrunire sono accesi i fuochi che bruciano per molte ore della notte. Ci sono moltissimi paesi che conservano questa tradizione e la ripropongono anche nei giorni antecedenti il 17 gennaio.

Sant’Antonio, eremita, taumaturgo e protettore degli animali, la cui festa si celebra  appunto il 17 gennaio, secondo la leggenda accese il suo bastone con il fuoco dell’inferno per redimere l’anima di alcuni morti.

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