Djerba perla della Tunisia

Vasta isola sabbiosa senza alture, il punto più alto è 55 metri, Djerba è un’oasi di dolcezza alle porte del grande e sconfinato deserto del Sahara. Il clima la favorisce, caldo si ma non troppo, temperato dalla brezza marina. La proverbiale gentilezza della popolazione di origini berbere e le tradizioni che sono proprie dell’isola le conferiscono una personalità unica e avvincente.

La Tunisia è più sicura che mai perché i controlli a Djerba sono al massimo e, non essendo molto grande, e per di più essendo un isola, presenta tutti i requisiti per essere sicura.

La ministra del turismo tunisino Salma Elloumi Rekik, ha  recentemente dichiarato: «La Tunisia è un Paese sicuro che può essere visitato tranquillamente».  Continua  Salma Elloumi: «Certamente la situazione in Libia – spiega – non ci aiuta, come avviene sempre quando ci sono problemi in Paesi vicini, ma le nostre frontiere sono assolutamente impermeabili a qualunque tentativo di infiltrazione. Non c’è nessun problema di sicurezza in Tunisia, con i tedeschi abbiamo preparato un “manuale” che presto verrà diffuso in tutti gli hotel, i caffè e in tutte le strutture turistiche del Paese, se non verranno rispettate le norme di sicurezza si arriverà alla chiusura dell’esercizio».

Dunque un viaggio in Tunisia nella sua “perla”, Djerba, al centro del Mediterraneo, un vero paradiso ove tuffarsi e lasciarsi andare nelle onde a riappropriarsi dei nostri consueti ritmi che ci permettono di essere-in-pace-con-noi stessi.

Il suo capoluogo è Houmt Souk, che tradotto significherebbe “Città Mercato”, una piccola cittadina caratterizzata da case base con il tetto a cupola tipiche della cultura araba, (Menzel). Ma il pezzo forte di Djerba sono le sue lunghe spiagge, bianchissime e finissime, bagnate da un’acqua così cristallina che vien voglia di berla, insomma il luogo giusto per passare rilassate giornate di sole. Inoltre, grazie alle fornite strutture turistiche, per i più attivi sarà possibile fare qualsiasi sport, beach volley, calcetto, tennis e qualsiasi tipo di sport e gioco acquatico.

Per fare qualche esempio il tour operator italiano Blue See Viaggi, fondato nel 2004 dal tunisino Chouat Ade (www.blueseeviaggi.it), propone l’hotel Menix da 490 euro, l’hotel Sunconnect Acqua Resort da 550 euro e l’hotel Sentido Thalasso da 680 euro per chi vuole il confort di un 5 stelle. I prezzi includono il volo a/r, i trasferimenti in out, il soggiorno per 7 notti all inclusive, sedie a sdraio e ombrelloni  gratis  in  piscina e sulla spiaggia. Quindi una serena vacanza a portata di tutte le tasche e così vicina a casa nostra.

Continuando il nostro viaggio nell’entroterra, oltre a trovare i mercatini di Houmt Souk dove l’imperativo deve essere “contrattare”, potremo trovare nel villaggio di Hara Sghira una delle sinagoghe ebraiche più antiche del mondo, ovvero la Sinagoga di El Ghriba, famosa poiché conserva un’antica copia della Thora nei cosiddetti “cilindri d’argento”. Per quanto riguarda la cultura islamica, nel villaggio di Sidi Brahim potrete vedere due moschee turche e la Zaouia. Infine per i più avventurosi il viaggio nell’isola di Djerba può continuare con le escursioni nel deserto a Tozeur e Douz, o con quella nei villaggi di Hara Kbira e Hara Srira, luoghi ancora arcaici e incontaminati.

Ancora si può proseguire a visitare nell’isola la seconda città per importanza che è Midoun, situata in una regione agricola. Qui si fa notare il costume particolare delle donne, che portano un vestito di cotone con larghe strisce arancioni con un tradizionale cappello di paglia a larghe falde.

Disseminate nell’isola sono i “menzel”, fattorie tipiche di Djerba, case di un bianco immacolato con un frutteto cinte da un muro. La felicità degli abitanti la si può leggere nei loro grandi occhi, non mancano i campi, i granai e le cisterne che forniscono tutto ciò che è necessario ad animali ed uomini. Con lo sviluppo del turismo questa civiltà contadina sta lasciando il posto alle nuove professioni al servizio dei numerosi turisti che da ogni dove giungono a Djerba grazie al moderno aeroporto. Nell’isola  vi è un’importante attività per la produzione di vasellame di argilla grezza e tradizionali oggetti della vita quotidiana, i cui esempi più antichi sono esposti nel museo di Guellala, una mostra permanente ospitata in un edificio privato. Sono presenti belle collezioni di costumi (berberi, arabi, ecc.) e sposi vestiti da vari villaggi dell’isola (sposa di Houmt Souk, sposo ebreo d’Hara Kebira). Il museo ospita anche strumenti musicali, gioielli (berberi e beduini), vecchi libri e ceramiche smaltate (ciotole e piatti in uso in occasione di matrimoni o vacanze).

La cittadina, al centro di una zona ricca di argilla,  si trova sulla costa meridionale dell’isola, essa è celebre per la bravura dei suoi vasai, la cui attività risale ad epoche remote: letteralmente iqellalen significa “vasai”. Fin dall’ingresso nel villaggio si viene colpiti dalla quantità di vasi e oggetti in argilla ammucchiati lungo le strade e accanto alle case ed ai laboratori.

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