E’ nella sana e corretta alimentazione il principale segreto della salute e del benessere: sono sempre più queste le indicazioni che emergono dagli studi. Oggi la scienza medica ha appurato che l’origine della salute e delle malattie, nel bambino come nell’adulto va ricercata, più che nella genetica, nell’ambiente, e precisamente nello stato di salute fisico e mentale della madre prima del concepimento e durante la gravidanza, nella sua alimentazione e stile di vita (fumo, alcol, esercizio fisico), nei livelli di stress cui è sottoposta, e nel tipo e quantità di alimenti e tossici che l’individuo riceve durante la vita intrauterina e nella prima infanzia.

Secondo quella che viene chiamata “ipotesi di Barker”, e che ormai è ampiamente accreditata in ambito scientifico, è dall’epoca pre-natale e addirittura pre-concezionale, oltre che nel periodo successivo alla nascita, che si pongono le basi per il rischio di sviluppare, da adulto, malattie cardiovascolari, renali, diabete e obesità, patologie polmonari, allergie, malattie autoimmuni, neoplasie, osteoporosi e malattie mentali, in quanto le influenze alimentari e ambientali su feto e neonato hanno la capacità di modificarne in modo permanente la struttura, “programmandone” i successivi meccanismi di funzionamento e adattamento. Si è capito oggi è che il feto programma la struttura e il funzionamento dei suoi organi e il suo metabolismo in relazione all’apporto di nutrienti: se questo è errato per eccesso o difetto, costruirà una “macchina” difettosa. E’ dunque la qualità dell’alimentazione sin dal momento del concepimento e durante la crescita ad influenzare la salute e il benessere dell’individuo per tutta la vita. Per esempio, l’arteriosclerosi, che è alla base di malattie cardio-vascolari, prima causa di morte nei Paesi occidentali, ha le sue radici nelle prime epoche della vita: la formazione di placche aterosclerotiche avviene già durante lo sviluppo fetale e infantile, e può essere prevenuta dal regolare consumo sin dall’infanzia di nutrienti ad azione antiossidante(fenoli, vitamina C ed E, carotenoidi, retinoidi) abbondanti in frutta, ortaggi, legumi, cereali, olio d’oliva, mentre i tumori sono contrastati da anti-tumorali naturali presenti ad esempio in pomodori, legumi, aglio e cipolle, agrumi, carote, finocchi, cavoli, broccoli.

E’ il periodo identificato come “i primi 1000 giorni di vita” a partire dal concepimento, quello cruciale per instaurare le basi della salute futura attraverso la sana e corretta alimentazione, perché è proprio in questi anni che nel corpo di un bambino si realizza la programmazione enzimatica e metabolica che poi resterà tale per tutta la vita.

Per instaurare un regime alimentare corretto nei primi 1000 giorni di vita bisogna evitare eccessi di proteine e zuccheri semplici, seguire una dieta variata, equilibrata, rispettosa delle tradizioni e delle stagioni e il più possibile a kilometro zero, e “non mangiare molto”. Non bisogna far mancare mai una buona prima colazione, da cui deve derivare il 25-30% dell’introito calorico giornaliero, al fine di attivare il consumo energetico e il metabolismo corporeo durante l’intera giornata. Nel primo anno di vita va evitato il latte vaccino, perché povero di ferro e zinco e carico di proteine, e promosso il più possibile l’allattamento materno. Tutte queste considerazioni aumentano enormemente le responsabilità della società nei confronti della tutela della salute delle donne e dei bambini, perché sappiamo ora, scientificamente, che in queste fasi della vita si gioca la partita del destino delle future generazioni. St

iamo assistendo oggi ad un cambiamento storico nell’epidemiologia delle patologie umane, con aumento esponenziale di obesità, disturbi mentali, asma e allergie, tumori, e tutto questo sembra sempre di più essere correlato con modificazioni nell’ecologia sociale dell’infanzia: esposizione ad elevati livelli di stress già durante la gravidanza, stili di vita sedentari, diete ad elevato contenuto calorico e di grassi. Strategie di prevenzione mirate alla diade madre-bambino acquistano dunque un doppio valore, sia di tutela della salute nell’infanzia, sia di prevenzione di patologie dell’età adulta.

In Italia, patria della dieta mediterranea, dovremmo essere detentori del primato della sana e corretta alimentazione, eppure, secondo l’allarme lanciato dalla Società Italiana di Pediatria(SIP), solo un bambino su due, in età prescolare, la segue, e negli anni successivi la percentuale addirittura decresce. Lo studio multicentrico “Idefics” (Identification and prevention of dietary- and lifestyle-induced health effects in children and infants), finanziato dall’Unione Europea, ha trovato infatti che pochi in Italia rispettano la famosa “piramide alimentare”, soprattutto per quanto attiene al consumo di frutta, verdura, latte, uova, pesce.

La SIP lancia pertanto con forza la terza edizione della campagna “Curare la salute”, a favore del rispetto della piramide alimentare e della dieta mediterranea. E’ importante creare già nei bambini e negli adolescenti una sana cultura alimentare, e per questo la scuola e i pediatri devono dare un forte contributo educando sin da piccoli i bambini ad apprezzare il cibo sano. Come l’idea di fornire frutta e verdura nelle scuole attraverso distributori automatici anziché snacks, patatine e bibite gassate o zuccherate. O il progetto di far conoscere approfonditamente ai bambini la frutta e le verdure a scuola attraverso visite a fattorie didattiche, orti scolastici, insegnamento della loro stagionalità, la classificazione, gli aspetti nutrizionali legati ai colori, le varietà e le coltivazioni. I bambini di tutto il mondo sono esposti al marketing di alimenti ad alto contenuto di grassi, zuccheri o sale, cibi malsani il cui consumo è fortemente influenzato dai messaggi ingannevoli e fuorvianti della pubblicità. Tale “cibo-spazzatura” può creare, secondo i ricercatori, una dipendenza simile a quella da nicotina e droga, responsabile dell’epidemia mondiale di obesità infantile. Ma anche la quantità conta, oltre la qualità del cibo: mangiare poco, secondo gli studi più recenti, allunga la vita, influenzando molti indicatori della salute, quali il livello di colesterolo LDL, la pressione arteriosa, la proteina C-reattiva nel sangue, uno dei predittori delle malattie cardiovascolari, la resistenza all’insulina, l’attività dell’ormone tiroideo T3.

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