Daniel Oren ritorna sul podio del Teatro di San Carlo con Chopin e Beethoven al pianoforte l’enfant prodige Yoav Levanon. V appuntamento della stagione sinfonica The Golden Stage del Teatro di San Carlo giovedì 3 dicembre 2015 ore 18.00 e venerdì 4 dicembre ore 20.30. A quattro anni dal suo ultimo concerto al Lirico di Napoli, Daniel Oren torna al San Carlo alla guida dell’Orchestra stabile, insieme all’enfant prodige Yoav Levanon (già vincitore di concorsi internazionali all’età di 6 anni, pianista ora undicenne), in un programma che include il Concerto n.1 in mi minore per pianoforte e orchestra, op.11 di Fryderyk Chopin (1810 – 1849) e la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica” di Ludwig van Beethoven (1770 – 1827).

Un rapporto speciale, quello tra Oren e il San Carlo, Teatro dove il maestro israeliano esordì nel 1980, con un concerto dedicato a Bernstein, Mendelssohn e Beethoven. Al pubblico di Napoli ha regalato esecuzioni memorabili, per un totale di 25 opere e 26 concerti, sia con i complessi artistici sancarliani, sia con altre prestigiose formazioni ospiti. Nel 1982 la prima opera diretta al San Carlo, Tosca di Puccini con Raina Kabaivanska, che ha guidato in seguito ne La vedova allegra del 1984, nel Falstaff del 1985 e in Manon di Massenet nel 1990, e nuovamente in Tosca nel 1996. In quest’ultimo allestimento compare anche Luciano Pavarotti, con cui Oren ha portato in scena Un ballo in maschera di Verdi (1994) e La messa da Requiem nel 1996 (al Palasport di via Argine). Ancora per la lirica, ricordiamo il Don Carlos del 1984 (con Renato Bruson e Ghena Dimitrova), il Nabucco del 1991, Otello e La Forza del destino del 1992, Carmen per la regia di Pappi Corsicato (2000), La Bohéme con la regia di Franco Zeffirelli (1996), Lucia di Lammermoor (1992) e Aida (1998). Nelle varie stagioni sinfoniche ha diretto solisti come Uto Ughi, Michele Campanella, e ha eseguito brani di Bernstein, Ravel e Gershwin, oltre a pagine di Beethoven, Brahms, Mozart, Liszt e Mendelssohn. Nella sua ultima esecuzione al Lirico di Napoli, nel giugno del 2001, ha diretto l’Orchestra del San Carlo ne l’Ouverture dal Candide di Leonard Bernstein, An American in Paris di George Gershwin, Ouverture – fantasia in si minore da Romeo e Giulietta di Pëtr Il’ič Čajkovskij e Boléro di Maurice Ravel. Oren tornerà sul podio del San Carlo nell’ottobre del 2016 per Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea (per 6 recite dal 16 al 23 ottobre).

 

In questo concerto, il quinto appuntamento della Stagione Sinfonica 20XV – 20XVI, The Golden Stage, Oren dirige un solista d’eccezione, Yoav Levanon, appena undicenne, pianista prodigio, che vanta già esibizioni in prestigiose sale da concerto (memorabile fu il suo debutto, all’età di 6 anni alla Carnegie Hall di New York).

Al San Carlo Levanon esegue il Concerto n.1 in mi minore per pianoforte e orchestra, op.11 di Fryderyk Chopin (1810 – 1849). Composto nell’estate del 1830, il Concerto in mi minore vide la sua prima esecuzione pubblica l’11 ottobre dello stesso anno al Teatro Nazionale di Varsavia, con il compositore al pianoforte. Ed è lo stesso Chopin a fornire un dettagliato resoconto dell’evento, in una lettera a Tytus Wojciechowski: “Il mio concerto di ieri è riuscito bene […]. Ho suonato come quando sono solo e posso dire che ho suonato bene. La sala era piena. […] Dopo l’ultima mazurka scoppiarono fragorosi applausi. Non ebbi neanche un fischio e dovetti presentarmi a ringraziare.” Sarebbe stata la sua ultima apparizione pubblica in patria come concertista. Diviso in tre movimenti, Allegro maestoso, Romanza: Larghetto e Rondò vivace, risente, soprattutto nella natura lirica e sentimentale del movimento centrale, dell’influsso dovuto all’ infatuazione del giovanissimo maestro per la cantante Konstancja Gladkowska. Il primo movimento, costruito in una forma-sonata a due temi, si apre con una lunga introduzione orchestrale che porta al primo tema esposto dal solista, mentre il tema successivo, introdotto dai violini, ha carattere più lirico. La Romanza centrale si ispira alla lirica da camera e in essa il solista realizza un canto purissimo – che ricorda da vicino il carattere di alcune melodie di Bellini – in una atmosfera sognante. Il conclusivo Rondò è sviluppato su due temi, il primo dal carattere danzante, il secondo scandito da un ostinato dei violini sul pizzicato dei contrabbassi.

 

La Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55, Eroica di Ludwig van Beethoven è una composizione cruciale, nella storia del genere e nella parabola creativa beethoveniana. Nelle intenzioni originarie del compositore, l’opera doveva essere consacrata a Napoleone Bonaparte, icona di una umanità rinnovata dagli ideali rivoluzionari di libertà e uguaglianza. L’autoincoronazione di Napoleone a imperatore portò invece il compositore a cambiare prospettiva e titolare “Sinfonia eroica”. La prima esecuzione assoluta ebbe luogo al Theater an der Wien il 7 aprile 1805.

 

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