Da Scala a Corbara il Presepe Costiera

“Bianco Natale dai Monti Lattari alla Costiera Amalfitana”, manifestazione di presepi viventi in giro per la costiera amalfitana. In programma sino al giorno 6 gennaio 2016 in otto paesi tra i Monti Lattari e la Costiera Amalfitana: Scala, Furore, Agerola, Casola di Napoli, Lettere, Sant’Antonio Abate e Corbara. Negli otto paesi coinvolti si allestiranno dei bellissimi presepi viventi con scene di vita quotidiana con panettieri, fornai, mulattieri che circondano o vanno alla “grotta” nel rigoroso rispetto delle loro tradizioni locali. Ogni comune presenterà il suo prodotto tipico, il prodotto che lo caratterizza più di tutti e non mancheranno momenti di balli popolari, tradizioni e usi propri della zona in cui lo spettatore si immergerà.

Le date dei presepi viventi di Bianco Natale: Scala – Borgo Pontone, Piazza S. Giovanni e strade adiacenti dal 27 dicembre al 2 gennaio; Furore, Viale Chiesa S.Giacomo Apostolo dal 26 dicembre al 2 gennaio; Agerola, Località Fiume Penise, Campora dal 26 dicembre al 3 gennaio; Pimonte, Valle Lavatoio nei giorni 19, 20, 26, 27 dicembre e 1, 2, 3, 6 gennaio; Casola di Napoli, Vicolo Chierchia il 19 e 20 dicembre ,e il 5 e 6 gennaio; Lettere, Castello Medioevale nei giorni 4, 5 gennaio; Sant’Antonio Abate, Località Salette, alla Via casa Sicignano nei giorni 26, 27 dicembre e 1, 2, 3, 6 gennaio; Corbara, Ex Cava Via Acqua Pendente nei giorni 26, 27 dicembre.

Il presepe vivente come occasione di riflessione e condivisione attiva a una delle pagine più note della storia dell’umanità, dove un borgo, un paesello con i suoi vizi e le sue laiche virtù diventa teatro inconsapevole della nascita del Signore. Il filo conduttore della manifestazione sarà quello dell’Ottocento napoletano e i presepi viventi si ispireranno a quei presepi che, sotto la guida illuminata dei Borbone, in quel periodo uscirono dalle chiese e vennero fatti propri dal popolo assumendo quei caratteri popolari che ne hanno fatto nel tempo un’eccellenza nel mondo. Lo spettatore sarà trascinato nel passato, da un’atmosfera fatta di luci, profumi e colori di un villaggio di duemila anni fa, con messe in scena momenti di vita quotidiana di allora, con panettieri, fornai, mulattieri e l’immancabile. L’itinerario però, e questa è la novità assoluta, sarà accompagnato da figure femminili quasi come guide turistiche all’interno del presepe: la “popolana”, nota nella tradizione partenopea come la “villanella” che, munita di fiaccola, accompagnerà gli spettatori in un viaggio suggestivo fatto di tappe che culminerà nella grotta, vera culla in cui duemila anni fa veniva al mondo Gesù.

Cultura, tradizione, identità e religione. Il Natale, si sa, è la festa più attesa dell’anno, da grandi e piccini. Il presepe, simbolo religioso, oggi ancor più fortemente sentito, capace di far riscoprire il significato religioso del Natale, anche in condivisione con altri credi, cercando di creare una pacifica unione e speranza di buona convivenza, favorendo la partecipazione di tutta la comunità per condividere con essa un percorso di crescita e conoscenza, oltre che per educare alla pace e alla fratellanza. Non a caso, quella del presepe è una tradizione natalizia genuinamente italiana e non consumistica, profondamente radicata nella cultura popolare del nostro Paese. La iniziò nel 1223 uno degli italiani più illustri, il più amato nel mondo, San Francesco d’Assisi, realizzando a Greccio, nei pressi di Rieti, il primo presepe con personaggi viventi. Fu lui a mettere nella capanna di Gesù bambino il bue e l’asinello, di cui non parlano i Vangeli.
“Bianco Natale dai Monti Lattari alla Costiera Amalfitana”, che vede la partecipazione del Real Circolo Francesco II di Borbone, associazione culturale e sociale che si occupa di riscoprire e promuovere la cultura del fu Regno delle Due Sicilie, da vivere come un suggestivo viaggio itinerante, tanto da lasciare nel cuore di tutti, quel meraviglioso sogno dal quale non si vorrebbe uscire mai.

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