Da Gualtiero Marchesi a Nestle, tutti pazzi per Faro Punta Imperatore Ischia

Si è capito che tra i sogni nel cassetto di tanti, c’è quello di avere un faro tutto proprio, vuoi anche solo in affitto. Tra questi, il Faro di Punta Imperatore di Ischia: si è da pochi giorni chiuso il primo bando di gara in Italia che propone in affitto, fino a 50 anni, 11 fari di proprietà dello Stato, con un boom di offerte in atteso. Alla scadenza, sono arrivate 39 proposte per il recupero e il riuso di un primo portafoglio di fari di pregio storico e paesaggistico lungo le coste italiane. E ora, cosa succede? Siamo al secondo step della gara: due Commissioni, appositamente costituite, una per l’Agenzia del Demanio e l’altra per il Ministero della Difesa, procederanno in seduta pubblica all’apertura dei plichi e verificheranno la correttezza formale della documentazione presentata dai partecipanti. Le candidature per l’affitto dei fari saranno valutate secondo il criterio dell’offerta “economicamente più vantaggiosa” data dalla proposta progettuale, valutata con punteggio pari al 60 per cento, e dalla proposta economica, a cui può essere assegnato un punteggio massimo pari al 40 per cento. La valutazione della proposta progettuale terrà conto di elementi qualitativi quali soluzioni di recupero del faro, manutenzione, fruibilità pubblica, contributo allo sviluppo locale sostenibile e la possibilità di creare un networktra più strutture, attraverso una rete di servizi e attività condivise. Le proposte progettuali coerenti con gli indirizzi e le linee guida del progetto Valore Paese – FARI, in particolare i fari potranno accogliere iniziative ed eventi di tipo culturale, sociale, sportivo e per la scoperta del territorio insieme ad attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative, didattiche e promozionali.

Sono in sei a contendersi Il faro ischirano: Gualtiero Marchesi, con la sigla GM Resort, uno dei padri della cucina italiana moderna; la Nestle, anche se con una nota ufficiale smentisce, Floatel Gmdh, che hanno già trasformato in resort una serie di fari in Europa; tre proposte locali: da Ischia la fondazione Opera Pia Diacono Conte, per un resort di lusso, con, in bassa stagione incontri culturali per gli isolani; la società La Serenissima e la Rete Società Turismo Sorrento, che fa capo all’armatore Salvatore Lauro.

Il Faro di Punta Imperatore a Forio, un edificio di 400 metri quadrati, 900 esterni utilizzabili e 400 di dirupo, per un recupero valutato con un restauro a sei zeri; dismesso dalla Marina Militare, gli ischitani di nascita e quelli di adozione, lo definiscono il “nostro” faro, il gigante che svetta sull’estremità, un pezzo di storia isolana piena di aneddoti che hanno segnato in modo particolare la vita delle famiglie ischitane in un tempo passato, quando l’isola era molto più selvaggia e naturale di adesso. È uno dei fari più importanti del Mediterraneo, in grado di lanciare il suo raggio di luce da un’altezza di oltre 160 metri. Anche se è ben visibile da mare, lo si raggiunge percorrendo via Costa, una strada di tutto verde, dove il presente turistico non è riuscito a cancellare del tutto le tracce della civiltà contadina: la rigogliosa macchia mediterranea, orti e vigneti ancora oggi cinti dalle caratteristiche “parracine“, i muri con cui i contadini delimitavano i confini di ciascuna proprietà. Al termine della via, tutta in salita, si arriva al faro, bianco a picco sul mare e si fa’ il pieno di panorami sublimi, angoli mozzafiato con una visuale che guarda il centro esteriore dell’abitato di Forio fino alla chiesa del Soccorso, le valli e le colline che dal mare giungono fino alla vetta del monte Epomeo, e che abbraccia l’intero golfo di Gaeta e le isole Pontine, Panza e il litorale della Scannella, con tramonti capaci di ispirare ogni animo, dove il mare aperto si ingrossa sotto i colpi dello scirocco, regalando una visione che fa riflettere sulla potenza della natura. Non c’è che dire: è un angolo di “Paradise”.

Per la prima volta in Italia – ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi – abbiamo avviato, grazie alla collaborazione e al sostegno di partner del settore turistico, dell’associazionismo e dello sport, un processo di valorizzazione del sistema dei Fari italiani. Fari che non smetteranno il loro uso di lanterne e di sentinelle del mare e che saranno riportati a una nuova vita, che meritano”.

Una nuova vita, con nuove storie da raccontare, aspettando, chi tra i candidati, sarà il prescelto a fare di un sogno nel cassetto, una realtà.
“…e ben presto si scoprì che ogni faro aveva una sua storia, anzi, che ogni faro era una storia e che i fasci di luce che proiettava erano le storie stesse che si propagavano sulle onde, come segnali e come guide, per offrire conforto e mettere in guardia dal pericolo….” (Janette Winterson. Da: Il custode del faro)

Commenti

commenti