Da Giotto a Gerace per uno Smart Tour del Maschio Angioino.

 Da Giotto a JeraceMille anni di storia esposti in un solo luogo il Maschio Angioino di Napoli,  reggia del passato e museo civico del presente, così da non disperdere il suo essere meraviglia espositiva.  Centodiciotto nuovi capolavori sono esposti nelle ex sale reali, oggi sale museali. La Carlo V espone in maniera permanente cinquantotto opere di Francesco Jerace, marmo, gesso e terracotta che raccontano i volti di nobili, borghesi intellettuali, da Giosuè Carducci a Tagliato alcuni esempi, mentre il terzo piano con terrazzo a loggia, espone capolavori scultorei di Vincenzo Gemito, Costantino Barbella, Giuseppe Renda , le due nuove donazioni di Saverio Gatto, Giovanni Tizzano,, Pasquale Monaco, Vincenzo Meconio, Ettore Sannino, Carlo de Veroli, Ennio Tomai, ma anche i dipinti di Eugenio Viti, Edgardo Curcio Luigi Crisconio, Gennaro Villani, Carlo Striccoli, Biagio Mercadante, Giuseppe e Guido Casciaro, Angelo Brando, Vincenzo Ciardo, Emilio Notte e e sino ad Alberto Chiancone.  

Le nuove esposizioni sono a cura di Isabella Valente. Al primo piano nella Sala Carlo V le cinquantotto sculture della collezione Jerace, non sono mai state esposte tutte insieme; al terzo piano del Museo Civico la grande sala è interamente dedicata al Novecento, con pitture e sculture di proprietà del Municipio napoletano, oggi disseminate nei diversi uffici e dunque non fruibili al pubblico. Due mostre che, per la prima volta, offrono ai visitatori opere di scultura e pittura di notevole bellezza.
Un museo civico tra i più belli di Italia, il cui nuovo allestimento è stato fortemente voluto dall’assessore alla Cultura, Nino Daniele, che ha presentato anche ‘Maschio Angioino Smart Tour’  il percorso tecnologico del Castello che diventa una porta digitale della città. Possibile sperimentare la visita delle opere del museo e dei luoghi del castello mediante una applicazione OPS, Opere parlanti Show, scaricabile gratuitamente dagli store delle principali piattaforme informatiche.

Il progetto è io frutto di una collaborazione tra Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura ed al Turismo e Servizio Patrimonio Artistico e Beni Culturali, il Distretto DATABENC, e il Dipartimento degli Studi Umanistici dell’Università di Napoli Federico II.

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