Da quartier generale della camorra a polo museale, Villa Don Peppe Diana ospita dal 21 giugno la mostra “la luce vince l’ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe” con opere della Galleria degli Uffizi di Firenze, museo di Capodimonte, Reggia di Caserta e Museo Campano di Capua. Antonio Natali, responsabile  degli Uffizi Museo, saluta i visitatori con una metafora evangelica: “il seme muore se gettato nella sterpaglia, ma se cade su un terreno arato come è questo dei casalesi nuovi, sono convinto porti i frutti”. Natali prosegue la visita di preapertura della mostra indicando l’impalcatura che maschera la facciata della villa, metafora del distacco dal passato criminale del luogo e simbolo di un’architettura nuova, volta ad un futuro di legalità. Quindi il ringraziamento del sindaco di Casale di Principe, Renato Natale, è rivolto ai giovani della città. Non a caso 80 giovani, gli ambasciatori della rinascita sono investiti del compito di raccontare una terra che strenuamente ha combattuto e combatte per sdradicare la criminalità. I ragazzi sono stati selezionati tra gli abitanti di Casal di Principe. Il fantasma di Egidio Coppola  detto ‘brutus’ è esorcizzato oggi da una selezione di opere d’arte che hanno in comune il loro legame con il territorio. Da Caravaggio al ‘Fate presto’ di Andy Warhol, reinterpretazione della prima pagina del Mattino all’indomani del terremoto del 1980. Ancora l’antica statua di Mater Matuta di Capua e opere di artisti partenopei seguaci del Caravaggio. A chiudere gli interventi di presentazione dell’iniziativa che inaugura ufficialmente domenica , 21 giugno – 21 ottobre, il ministro del MIBAC, Dario Franceschini, che dichiara: “sono orgoglioso di questa storia di riscatto. Da troppo tempo i casalesi soffrono l’onta di vedere il proprio nome legato alla camorra, oggi se ne rappropriano a testa alta, attraverso la cultura”. Franceschini prosegue esprimendo la fiducia in una terra come quella campana gravida di bellezza che dovrebbe continuare a puntare sullo sviluppo. Oggi una storia di vittoria, non una vittoria futura, ma attuale”.

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