Molte ricerche dimostrano che l’esposizione a stimoli culturali, come la lettura, la musica, il teatro o il cinema, influenzano positivamente il benessere psico-fisico dell’individuo a tutte le età, migliorando la qualità della vita sia dal punto di vista della salute fisica che dell’umore e della sfera emotiva, affettiva e relazionale. Lo stimolo culturale accresce la comprensione del mondo e la consapevolezza di sé, implementa le abilità cognitive ed emozionali, migliora la capacità di fronteggiare situazioni di difficoltà e stress e superare esperienze traumatiche, consentendo di entrare in contatto col proprio mondo interiore e di elaborare il proprio vissuto, col risultato di una generale maturazione e crescita personale. Come diceva il filosofo Rudolf SteinerL’esperienza artistica ha un effetto profondo e diretto sull’anima”. Un’esperienza culturale rappresenta un processo educativo, laddove “educare”sta per “ educere”, “portare fuori”: far emergere il sé inconscio Perciò è importante che i bambini siano esposti a stimoli adeguati per la mente sin dalla più tenera età. In questo senso è da plaudire l’iniziativa “Nati con la culturadell’Ospedale S.Anna di Torino, che ha stabilito di consegnare da quest’anno alla famiglia di ogni neonato il cosiddetto “Passaporto culturale”: un documento che consente al bambino e ai suoi genitori di visitare gratuitamente le stanze e le esposizioni di Palazzo Madama, luogo simbolo della città di Torino oltre che patrimonio Unesco, per un intero anno. Tra i punti di riferimento del progetto, c’è una celebre inchiesta di Pierre Bordieu, antropologo francese che nel 1969 dimostrò che prendere confidenza fin dall’infanzia con l’ambiente dei musei è un presupposto essenziale per saper fruire dei servizi culturali in età adulta. Presto, il progetto sarà adottato anche in altre città italiane, come Lecce e Siena. Fin da piccolissimi nei musei, dunque, ma anche a teatro: in tal senso da quest’anno si celebrano in 19 Paesi del mondo, compresa l’Italia, gli “Small Size Days” – “Spazio e tempo per i più piccoli”, tre giorni (dal 30 gennaio al 1 febbraio) con spettacoli, performance, laboratori e altre attività dedicate a bambini da 1 a 6 anni. Gli Small size days sono promossi dalla “Small Size Artistic International Association”, che si batte in tutto il mondo per la promozione dell’arte di qualità dedicata all’infanzia, nella convinzione che i bambini hanno diritto ad una piena “cittadinanza culturale”, cioè di usufruire sin dalla nascita di stimoli culturali adeguati. Ma la cultura è anche strumento di integrazione: da settembre, a Milano, nelle zone a più alta densità di stranieri, la “Casa dell’ArtEducazione” ha lanciato il progetto degli “educatori di strada”, che promuovono educazione attraverso l’arte sui “ragazzi di strada”, a rischio di devianza sociale. Il loro metodo si fonda sull’utilizzo di danza, arti visive, musica, teatro per sviluppare “etica ed estetica” dei ragazzi, e portarli lontano dai pericoli della strada, sulla falsariga di quanto già sperimentato con successo in Brasile. Nella Casa, fornita gratuitamente dal Comune di Milano, lavorano circa 15 operatori, tra educatori, artisti e assistenti sociali. Gli operatori reclutano i ragazzi dalle strade e li portano nella “casa” per avviarli ad attività creative e culturali.

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