A Napoli la prima edizione del City Film Festival – L’immagine della città, festival di cinema documentario e fotografia dedicato alla rappresentazione della città, diretto da Lorenzo Cioffi e Silvia Angrisani,  in programma dal 27 novembre al 3 dicembre 2014  al Grenoble, Casa Matania, Palazzo Serra di Cassano e Mediateca Santa Sofia. Il cinema documentario diventa veicolo di identità e che, attraverso il fascino di questo racconto,  permetta di viaggiare e conoscere, avvicinandoci a mondi lontani.

Un festival di mostre e proiezioni, spesso in anteprima, con un omaggio al regista londinese Julien Temple, presente al festival e celebre per i suoi rockumentary su Joe Strummer e i Sex Pistols e a Nicolas Provost, filmmaker e visual artist di origine belga. Di Julien Temple sono in programma tre titoli: London – The Modern Babylon, epico viaggio nel tempo che il regista compie verso il centro pulsante della sua città natale: un caleidoscopio di immagini scelte da TV, film, foto, graffiti, dipinti, pubblicità, copertine (sab. 29 nov. ore 20); Rio 50 degrees – Carry on Carioca, il film più recente di Julien Temple in anteprima italiana, ritratto di Rio de Janeiro, luogo pullulante di creatività e conflitto, dove gli abitanti sono inevitabilmente separati tra benessere e miseria, (dom. 30 nov. ore 17); infine Requiem for Detroit?, dove si racconta la caduta di Detroit, il luogo del sogno americano, trasformatosi in produzione automobilistica, architetture urbane del consumo e dell’edificazione (sab. 29 nov. ore 18).

Il programma del festival si articola in tre sezioni principali, che insieme concorrono a esplorare il tema della rappresentazione della città attraverso le potenzialità del cinema documentario nelle sue varie forme e manifestazioni.

La sezione “Atlante” ospita una rassegna non competitiva di 12 documentari internazionali fra lungometraggi  e cortometraggi, selezionati all’interno della produzione documentaristica degli ultimi 3 anni, ciascuno dei quali dedicato a una città diversa del mondo, da Londra a Detroit, da Tokyo a Teheran, da Roma a Budapest.

La sezione “Vedute Napoletane” esplora le modalità con cui la città di Napoli è stata raccontata dal cinema documentario dell’ultimo decennio attraverso un workshop gratuito a numero chiuso che prevede l’incontro con i principali registi che si sono confrontati con la città: Giovanni Cioni, cyop&kaf, Leonardo  Di Costanzo, Lamberto Lambertini, Vincenzo Marra e Giovanni Piperno.

La sezione “In Residenza”  dedicata alle produzioni del City Film Festival, che saranno presentate al festival in anteprima assoluta, prima della circuitazione nelle sale e nei circuiti distributivi tradizionali.

Per la fotografia in programma due mostre che tracciano due sguardi e due epoche: Napoli, cento anni fa e oggi, attraverso le immagini di Pier Luigi Pretti, fotografo viaggiatore d’inizio ‘900 che, con lo spirito di un reporter moderno in giro per il mondo, fotografò città e paesi, persone e atmosfere, colte nelle luci più varie, dal giorno alle illuminazioni notturne, in Italia, in Europa e in paesi lontani,  e “Dove stanno bene i fiori”di Corrado Costetti, che presenta  un itinerario nella Napoli contemporanea a partire dall’eliminazione dei suoi abitanti e dei suoi luoghi più riconoscibili, per lasciare che emerga lo spazio, chiuso o aperto, la sua luce e i suoi colori .

Gli stessi luoghi individuati come sedi del festival, quattro palazzi storici in quattro quartieri della città, sono i punti di una ideale mappa ispiratrice, portatori di un contenuto di arte, cultura e pensiero che rimanda sia all’identità forte della città di Napoli, sia a quella dello spettatore cittadino, affine per esperienze e riflessioni ad altri abitanti di altre città, nel presente della contemporaneità.

Fermare il movimento della macchina da presa e trasferire lo scorrere delle immagini, di storie e personaggi nell’immobilità della carta, questo è il difficile compito che i fotografi del festival  sono chiamati ad esporre, raccontando l’anima di un realtà,  attraverso sequenze “senza movimento”.  L’affascinante storia della fotografia di scena a Napoli. Uno sguardo puntato su una città come su un set, lontano dalle luci della ribalta, attraverso gli  occhi di fotografi in grado di guardare dove anche altri guardano ma con una propria, particolarissima autonomia, primo interprete di un’opera che con il suo guardare discreto rivela  storie nascoste.

Fotografie  in un festival, come testimoni di  una  città, come  storia di un film, registrando la complessità del suo nascere, del suo divenire e del suo tradursi in opera finita.

 

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