A Campoli del Monte Taburno, nel beneventano, nei giorni 11 e 12 giugno la Festa della Ciliegia 2016, festeggiamenti al piccolo frutto dal colore variabile, tra il giallo e il rosso scurissimo, quasi nero, dal sapore dolce con retrogusto acidulo, dalla consistenza tra il morbido e il croccante,  dalla tipica forma sferica, con un solo nocciolo all’interno.

Siamo all’ estremo limite della Valle Vitulanese, dove il Taburno presenta le sue protuberanze in massi di roccia calcarea, digradando dolcemente verso il torrente Ierino, tra il verde degli ulivi e delle viti e dei caratteristici boschetti.  È qui, dove i ciliegeti sono un elemento importante per la tutela del paesaggio e della natura da proteggere e valorizzare,   si stà per vivere un fine settimana tutto dedicato  alla ciliegia, in un evento che affonda le sue origini nei primi anni ’70.

Così dettagliatamente programmato: il benvenuto, nel  borgo storico, alle ore 17.00 di sabato 11 giugno, con l’apertura del mercato della ciliegia e delle botteghe di prodotti tipici. Contemporaneamente, possibilità di partecipare al laboratorio didattico “La cagliata“, a cura di Slow Food e dell’azienda agricola Acquaviva del Taburno; alle ore 18.30 il Convegno di apertura della Festa della Ciliegia  e dalle ore 19.30 degustazioni  culinarie presso gli stand gastronomici, con menù interamente a base di ciliegia, ad edizione limitata; alle ore 21.00, a cura di Slow Food, la degustazione guidata “I formaggi e le marmellate: esaltazione dei sapori“. Alla sera lo spettacolo musicale di “Quelli della balera”. Domenica 12 giugno alle  ore 10.00, partirà il raduno di auto e moto d’epoca, dalle ore 11.00  visite guidate nei ciliegeti, e  dopo la pausa pranzo, sempre presso gli stand allestiti per l’evento, alle ore 16.30, il laboratorio didattico “Dalla ciliegia alla marmellata“;  alle ore 20.30, Slow Food, protagonista della degustazione guidata “I formaggi, le marmellate e i vini del Taburno: accostamenti e familiarità“.

Inserito nella festa è il concorso fotografico “Ceras…ando”,  giunto alla sua  seconda edizione dopo l’ottima riuscita dell’anno scorso,  rivolto a tutti gli appassionati di fotografia, professionisti o semplici amatori, con tema collegato al mondo delle ciliegie: la loro coltivazione, la raccolta, la trasformazione nei vari aspetti storico, artistico, naturalistico, culturale e enogastronomico. Saranno raccontate ed esposte, attraverso la fotografia, il mondo che c’è intorno a questo frutto.  L’esito del concorso fotografico, verrà reso noto alle ore  21.00 del 12 giugno, con le  premiazioni. A seguire, lo spettacolo de “Le stelle della musica”.

 

Fa piacere, raccontare di un evento in cui protagonista della festa è la ciliegia,  perché,  ricordiamolo, quanto la ciliegia bene fa alla salute: ha proprietà  depurative e disintossicanti, fa bene alla pelle, abbassa il colesterolo, contiene fibra alimentare che contribuisce ad aumentare il senso di sazietà una volta ingerita, è ricca di antiossidanti, combatte i radicali liberi. Addirittura, è stata  oggetto di studio da parte dell’Università del Texas, in quanto si ritiene che abbia proprietà in grado di favorire il sonno, per la melatonina in essa presente. Una  festa che non è soltanto una festa, ma una concreta possibilità per vedere il frutto locale e il prodotto qualificato con la certificazione di denominazione d’origine, così come nelle intenzioni  espresse del primo cittadino campolese, Tommaso Nicola Grasso, grazie anche alla particolare predisposizione del territorio alla coltivazione della ciliegia.

 

Si sentono orgogliosi gli abitanti del piccolo centro del beneventano, per il valore riconosciuto alla ciliegia campolese, coltivata su i tre principi del  cibo “buono, pulito e giusto”.

La speranza, allora, è che la Festa della Ciliegia,  intesa non soltanto in termini enogastronomici, ma anche come  laboratorio di idee e progetti, possa diventare strumento  di crescita sia per il territorio che per l’economia locale. Quella economia indissolubilmente legata alle ricchezza insite nell’agricoltura, con la ciliegia come oggetto prezioso.

 

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