Migliaia di persone hanno preso parte al flash mob organizzato in memoria di Pino Daniele in piazza Plebiscito a Napoli. Canzoni, candele ed un continuo pellegrinaggio verso il colonnato di San Francesco di Paola, dove si erano posizionati gli organizzatori con le chitarre, hanno contrassegnato la triste serata. Nessun palco, alcuni striscioni con il volto del grande artista e le voci della gente che intonava le sue canzoni. Questo lo scenario della piazza, che nel 1980 ospito’uno dei concerti simbolo di Daniele. Allora erano 200 mila per partecipare ad un evento storico della musica mondiale: il concerto Nero a meta’. Stasera oltre 100 mila per piangere Pino Daniele. Alle 20.45 prende il via il flash mob con la canzone Napule e’, mentre l’intera area intorno è in preda al tilt da traffico veicolare. Per l’intera serata e’ un susseguirsi di cori spontanei.  E’  come se  Pino fosse tra la gente. Il continuo via vai di adulti, giovani e bambini, fa assomigliare l’evento ad un pellegrinaggio, quasi una processione in direzione di un qualcuno da ‘venerare’. In questa occasione i napoletani soffrono per  vari motivi: prima per la morte del loro idolo musicale, e  poi per il mancato svolgimento dei funerali a Napoli. Qualcuno grida ancora ‘ i funerali qui’.  Purtroppo Pino Daniele e’ andato via per sempre dal mondo terreno  il 5 gennaio, mentre da Napoli era gia’ andato via quando, giovane,  probabilmente aveva compreso che per far esplodere la sua musica dove lasciare la citta’. E non ci e’ mai tornato stabilmente ma soltanto occasionalmente. Napoli è però sempre stata sua musa ispiratrice.  E come per altri grandi, Napoli gli ha donato il DNA geniale, ma poi ha permesso che se ne andasse senza farvi più ritorno. Il monito da cio’ non e’ il suo funerale o la sua sepoltura qui, ma che altri grandi in futuro nascano e vi restino da vivi.  Napoli comunque avrà Pino Daniele e la sua salma per un secondo funerale domani pomeriggio in San Francesco di Paola alle ore 19.

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