Otto progetti per otto fotografi, un laboratorio e un maestro. Si chiama EPIFANIE la mostra-installazione, risultato della prima edizione del “laboratorio irregolare” di Antonio Biasiucci  al Castel dell’Ovo di Napoli fino al 2 giugno 2014, i portfolio degli otto giovani artisti di LAB, complessivamente oltre 150 opere fotografiche.

L’esperienza nasce dall’incontro tra Biasiucci e Ilaria Abbiento, Fulvio Ambrosio, Chiara Arturo, Giuliana Calomino, Cristina Cusani, Susy D’Urzo, Luigi Grassi e Claudia Mozzillo. Per circa due anni, a cadenza bisettimanale, nel suo studio napoletano l’artista ha seguito gratuitamente i ragazzi nel loro percorso artistico, guidandoli nella produzione di un progetto di ricerca personale. Gli otto giovani hanno assimilato un processo, un criterio, il cui cardine è il confronto serrato con l’uomo-fotografo Biasiucci. “Il senso del “laboratorio” – spiega Biasiucci – è quello di scoprire una urgenza, una autenticità attraverso il continuo confronto col soggetto scelto. L’incapacità di andare dritti al fondo delle cose crea omologazione. Il laboratorio ha la funzione di guardarsi dentro, ogni volta, ripetutamente”.

Lab, come i laboratori di Antonio Neiwiller, regista napoletano, amico e ispiratore di Biasiucci, diviene «lo stimolo a solleticare corde interne del pensiero e dell’emozione, affinché diventino epifanie pure e scarnificate” (Leo de Berardinis).

I ragazzi hanno raccontato la propria “epifania”, hanno prodotto otto portfolio, l’uno fortemente differente dall’altro sia per forme che per contenuti. Otto sguardi autonomi, progetti eterogenei guidati da un unico metodo: Ilaria Abbiento ha raccontato delle immagini sacre custodite nelle piccole botteghe, Fulvio Ambrosio di contatti umani, Chiara Arturo dei suoi viaggi verso casa, Giuliana Calomino di un mondo che nasce, Cristina Cusani del proprio abbecedario, Susy D’Urzo della sua famiglia, Luigi Grassi di assenze svelate, Claudia Mozzillo delle donne dell’alta borghesia napoletana.

Così al Castel dell’Ovo nella Sala delle Prigioni – grande ambiente in tufo, un tempo cassaforte dei tesori e dei documenti del regno – un tavolo lungo 15 metri rivela le epifanie degli artisti di LAB costituendo la base per accogliere i “portfolio-libro” da scoprire: una sala scarna, nuda, senza immagini si svela attraverso l’intima azione dello sfogliare e dell’osservare dei visitatori intorno al tavolo. Un ripiano semplice e austero, dotato di luce propria, che conserva la dimensione semioscura e “segreta” propria del luogo.

Il tavolo quadrato dello studio di Biasiucci è il protagonista assoluto degli incontri del “laboratorio irregolare”, il luogo del confronto dove è nata la vita di LAB, come costruzione dei progetti ancora in nuce, come voglia di fare insieme, spirito di gruppo, considerazione e rispetto dell’altro. Portandolo fuori dallo studio, nella mostra-installazione al Castel dell’Ovo, il tavolo diventa protagonista per il significato che assume nel corso del tempo: invitare le persone al tavolo collocato nella Sala delle Prigioni rappresenta un invito di convivialità, di condivisione con gli altri.

L’allestimento, disegnato da Giovanni Francesco Frascino con gli studenti del Corso di Progettazione Allestimenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, accompagnerà l’esposizione anche in altre sedi in Italia.

Gli otto lavori di EPIFANIE sono raccontati anche dal catalogo a cura di Antonio Biasiucci e Antonello Scotti, pubblicato da Peliti Associati, testi di Chiara Pirozzi, progetto grafico di Adversa.

La mostra EPIFANIE, aperta al pubblico dal 30 aprile fino al 2 giugno 2014, è patrocinata dal Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura e al Turismo, ed è realizzata grazie ad un’azione di crowdfunding, voluta fortemente dal gruppo degli otto giovani partecipanti – che sono riusciti in meno di un mese a superare il 100% dell’obiettivo! – per portare il “laboratorio irregolare” fuori dallo studio dove si sono sempre riuniti e per coinvolgere la città. È stata possibile, inoltre, grazie al contributo di ASMe (Associazione Senologica del Mediterraneo), associazione no profit nata dalla necessità di valorizzare, migliorare e diffondere la cultura della prevenzione del cancro alla mammella e della senologia, in Campania e nel resto d’Italia.

 

 

Commenti

commenti