IMAG0211DCIM100MEDIACarlo di Borbone e l’assunzione dei fiorentini disoccupati

Quando Carlo di Borbone assumeva nella Real Fabbrica degli Arazzi gli artigiani fiorentini ‘disoccupati’, Napoli era una capitale internazionale. Era il 1737 e il sovrano di Napoli e di Sicilia apriva sul poggio delle Mortelle, nel complesso della chiesa di San Carlo alle Mortelle, la Real Fabbrica degli Arazzi di Napoli, ed acquistava anche le attrezzature fiorentine, dopo la chiusura della fabbrica medicea.Da quel momento tra i preziosi arredi delle regge, posti speciali erano destinati agli arazzi napoletani.

IMAG021220160124_140010Ne furono realizzati moltissimi, splendidi e preziosi e di grandissime dimensioni. Napoli, in palazzo Reale in quel che resta dell’appartamento della regina, Maria Amalia di Sassonia, consorte di Carlo, al primo piano dal lato del Belvedere, ne conserva alcuni. L’Arazzeria era una speciale attività tessile a metà tra artigianato e decorazione artistica.

Tessuti preziosi per riproporre tra intarsi di fili, scene storiche o fantastiche, e realizzati a scopo decorativo e o di isolamento termico. La Real Fabbrica degli Arazzi di Napoli divenne un centro di eccellenza produttiva per il mondo dell’epoca.

A testimonianza di questa prolifera attività sono esposti nella retrostanza rossa del Palazzo reale di Napoli, i ‘cartoni’ preparatori, così si chiamavano i dipinti base degli arazzi, della serie ‘Don Chisciotte combatte contro i mulini a vento’ a firma di Pietro Duranti (1757). La serie di Arazzi è oggi esposta al Quirinale mentre Napoli ne conserva i cartoni.

Storie del glorioso passato borbonico partenopeo che si infrangono con l’attuale stato di degrado come ex Fabbrica degli Arazzi di Napoli, ovvero complesso di San Carlo alle Mortelle, chiuso e transennato dal 2009 per una crollo nel pavimento della chiesa. Gli interventi sarebbero dovuti finire ad ottobre 2015. Ma sono ancora in corso.

 

 

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