Capodimonte, via i barbacani a maggio

Ai primi di maggio via i barbacani dal muro di cinta del Bosco-Museo di Capodimonte.

Il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger, ha firmato ieri il decreto di aggiudicazione definitiva dell’ultimo lotto di lavori riguardanti anche la rimozione dei barbacani, i contrafforti situati lungo un tratto di via Miano, che saranno definitivamente rimossi nei primi giorni di maggio.

Desidero ringraziare – dichiara Bellenger – tutti quelli che hanno reso possibile arrivare a questo punto e che, ognuno per la loro parte e competenza, mi hanno sostenuto. In primo luogo il Ministero dei Beni Culturali che ha finanziato e finanzia i lavori. Lo staff tutto di Capodimonte, ma anche il genio civile, le forze di Polizia amministrativa, i vigili del Fuoco e le istituzioni cittadine, a partire dal sindaco Luigi de Magistris, Mario Calabrese, assessore alle Infrastrutture, Lavori Pubblici e Viabilità del Comune di Napoli, la terza Municipalità, e in particolare Ivo Poggiani, e la cittadinanza tutta del quartiere”.

Fin dal mio insediamento – prosegue Bellenger – a novembre 2015, mi sono attivato per la messa in sicurezza della collina di Capodimonte. Dopodomani, 26 gennaio, avrà inizio l’ultima parte di questo lotto di lavori”.

A dicembre si è infatti svolta la gara di aggiudicazione degli ultimi lavori, vinta dalla società MA.RES, alla quale, dopo le necessarie verifiche con l’acquisizione delle certificazioni tramite portale dell’A.N.A.C., è stato dato mandato per i lavori che consistono nell’inserimento di tiranti, dotati di piastre a totale scomparsa nello spessore del muro. Analogamente avverrà per un ulteriore livello localizzato a circa metà altezza del pendio ancorato sotto il piano di campagna.

Una precedente indagine ha consentivo di individuare sia gli spessori dei terreni esistenti nel sottosuolo che le caratteristiche di “portanza” di tali materiali.

Nelle ultime settimane si sono svolti una serie di incontri tecnici tra il Responsabile del Procedimenti e l’amministrazione del Comune di Napoli durante i quali oltre alle informazioni sull’evoluzione delle procedure di affidamento dei lavori, sono stati forniti tutti i particolari dell’intervento e dell’organizzazione del cantiere che ridurrà al minimo il disagio per la viabilità di via Miano.

Nell’ultimo incontro avuto il 17 gennaio nella sede dell’Assessorato alle Infrastrutture, in un clima di costruttiva collaborazione, sono stati definiti e concordati tutti gli aspetti tecnici, organizzativi e temporali per arrivare all’eliminazione dei barbacani.

 

Il nostro lavoro – aggiunge Sylvain Bellenger – non si ferma qui però: tra i tanti lavori previsti, vorrei sottolineare in particolare che tutto il muro di cinta del Real Bosco, per un totale di 20 km complessivi, verrà restaurato e diventerà l’elemento di identità della Reggia; un’apposita segnaletica renderà evidente tutto ciò che si trova al suo interno: dalla Reggia al favoloso bosco con i suoi edifici e i suoi circa 140 ettari di estensione che racchiudono una flora unica al mondo con caratteristiche botaniche che non si trovano né in Italia né in altri luoghi, stratificate nel corso dei secoli”.

 

Di seguito una breve sintesi dell’intera vicenda:

 

Febbraio 2015

Venerdì 13 febbraio 2015 si verifica il dissesto della parte sommitale di un tratto del pendio sottostante determinato da una perdita d’acqua derivante dalla torre evaporativa a servizio della retrostante centrale termica. L’abbondante acqua infiltratosi nel terreno provoca lo smottamento del settore di pendio dell’area della torre.

 

La gravità del danneggiamento in atto determina, in accordo con il Comando Provinciale del Vigili del Fuoco e il Servizio di Protezione Civile del Comune di Napoli, l’immediata chiusura di via Miano.

 

Nelle successive 48 ore, con procedura d’urgenza l’Ufficio Tecnico del Polo Museale Napoletano provvede a realizzare tutte le opere provvisionali atte a scongiurare l’eventuale evoluzione del dissesto a garanzia della pubblica incolumità.

  • Vengono interrotte ed eliminate le tubazioni che hanno causato il dissesto.
  • Con cavi di acciaio viene ancorata la torre evaporativa alla struttura portante della retrostante centrale termica.
  • Viene alleggerita e imbracata la vegetazione di alto fusto su tutto il settore del pendio interessato dal dissesto, evitando il rischio di caduta sulla strada.

Lunedì 16 febbraio 2015 viene riaperta la strada con percorribilità su una sola carreggiata.
Marzo 2015

Si realizzano i barbacani, ovvero contrafforti che stabilizzano il muro di recinzione del Parco di Capodimonte, sul quale i tecnici del Servizio di Protezione Civile del Comune di Napoli avevano periziato l’instabilità. I barbacani hanno anche lo scopo di opporsi a eventuali fenomeni di scorrimento dell’intero versante in frana, visto che non vi era immediata disponibilità di alcun  dato geologico.
Terminata la realizzazione dei barbacani, individuata ed eliminata la causa del dissesto (come detto sopra attribuita a una perdita del circuito idrico che alimentava il torrino evaporativo) si riapre  anche una porzione dell’altra carreggiata stradale consentendo la percorribilità di via Miano sul doppio senso di marcia.
Gli uffici del Polo Museale Napoletano, intraprendono le procedure per avere i necessari finanziamenti per la definitiva messa in sicurezza dell’area, ma la riforma del Ministero (nomina direttori Musei autonomi tra cui anche il Museo e Real Bosco di Capodimonte) crea un vuoto gestionale per tutto il 2015: in assenza di un Dirigente in grado di ottenere dal Ministero i fondi necessari per l’intervento definitivo, il tutto si interrompe.
Novembre 2015

Il Direttore Sylvain Bellenger, appena insediatosi, affronta la questione per ottenere il finanziamento necessario per i lavori.

 

Inizio 2016

  • Viene inviata in data 25 febbraio la richiesta al Segretariato Generale del MiBACT del finanziamento per un importo di € 450.000.
  • Il 12 aprile la Direzione Generale Bilancio del MiBACT decreta l’autorizzazione della spesa.
  • Il 28 aprile viene affidato l’incarico per la progettazione esecutiva.

L’ing. Candela predispone il piano delle indagini geologiche e sui materiali, che costituiscono l’indispensabile presupposto per il progetto di messa in sicurezza definitiva del pendio che prevede la stabilizzazione del muro di “cinta”, mediante l’esecuzione di un sistema di tiranti d’ancoraggio profondi circa 14 metri.

Il 20 maggio l’Ing. Candela consegna il progetto.

 

Primavera – estate 2016

Il 24 maggio il progetto ottiene l’autorizzazione della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per il

Comune e la Provincia di Napoli.

Il 20 luglio il progetto viene depositato al competente Ufficio del Genio Civile di Napoli per ottenere la relativa Autorizzazione Sismica.

Il 27 settembre perviene l’autorizzazione Sismica rilasciata dal competente Ufficio del Genio Civile di Napoli.

Il 10 novembre con procedura negoziata viene indetta la gara per l’aggiudicazione dei lavori di

consolidamento della scarpata e rimozione dei barbacani provvisori.

 

 

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