A riportare a casa, Napoli, i primi bronzi di Cosimo Fanzago, trafugati negli anni ’80 dalla chiesa di Santa Patrizia, è stata una studiosa napoletana, che invece a Napoli non potrà mai lavorare. Paola d’Agostino, tra i massimi esperti del grande artista italiano, è uno dei cervelli in fuga dal suo Paese per motivi professionali. Infatti, pur essendo nata a Napoli e pur avendo studiato presso la Federico II, non è riuscita a trovare lavoro in una delle capitali mondiali dell’arte, e dopo vari incarichi internazionali, dal 2009 ha un prestigioso lavoro presso la Yale University Art Gallery. E proprio dall’America nell’aprile scorso consultando alcuni cataloghi ha scoperto che presso il Museo civico di La Spezia vi erano tre statuette molto particolari, che ha riconosciuto poter essere parte del prezioso corredo ornamentale de ‘Il Ciborio’ della chiesa di Santa Patrizia di Napoli. Originariamente la meravigliosa opera di Fanzago, una summa dell’arte e dell’artigianato seicentesco italiano, ospitava 16 sculture, un crocifisso, un uccello, alcune statue ed altri oggetti che dopo il 1979, sono stare rubate.

‘Il Ciborio’ , ora esposto al primo piano del museo di Capodimonte di Napoli, ha ritrovato tre statue, le ‘Virtu’, grazie alla professoressa d’Agostino. Dopo la segnalazione alle autorità italiane da parte della studiosa si sono messi in moto il Nucleo Tutela Patrimonio dei Carabinieri e la Soprintendenza per il Polo Museale di Napoli, con Fabrizio Vona ed il gruppo di restauratori ed esperti di Capodimonte. In meno di un anno le tre ‘Virtu’ sono state analizzate e quella che era una ipotesi della professoressa D’Agostino è diventata realtà. I riscontri tecnico, artistici e storici hanno ricostruito che quei bronzi esposti al Museo Cicivo di La Spezia, che li aveva ricevuti da un donatore, che li aveva acquistati da un antiquario romano, non erano di ‘Della Porta’ ma di Fanzago e quindi parte del Ciborio. Il restauro e quindi la ricollocazione sull’opera originaria.

 

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